Politica
21 Gennaio 2026
I dem chiedono all'amministrazione di esprimersi contro "qualsiasi misura che possa penalizzare il territorio comunale e provinciale di Ferrara"

Odg del Pd contro il dimensionamento scolastico

di Redazione | 2 min

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Il Pd di Ferrara chiede all’amministrazione comunale di esprimersi contro “qualsiasi misura di dimensionamento scolastico che possa penalizzare il territorio comunale e provinciale di Ferrara”.

La richiesta arriva tramite un ordine del giorno e segue il commissariamento imposto dal governo di Giorgia Meloni alla Regione Emilia Romagna per l’attuazione del dimensionamento scolastico che dovrà individuare 17 istituti scolastici da accorpare entro l’avvio dell’anno scolastico 2026/2027.

I dem chiedono a sindaco e giunta di “attivarsi, d’intesa con l’amministrazione provinciale, per ottenere dal commissario ad acta, dott. Bruno Di Palma, rassicurazioni e impegni concreti per salvaguardare l’attuale numero di autonomie scolastiche oggi presenti in città e nel territorio ferrarese”.

Chiedono anche di sollecitare “l’impegno di tutti i Parlamentari ferraresi ed emiliano-romagnoli affinché vengano ripensati i parametri di dimensionamento del DM n. 127/2023, introducendo maggiori tutele per le aree interne e con alto tasso di dispersione scolastica”.

Proprio il Dm, spiega il Pd, “ha fissato un parametro nazionale di 900 studenti per autonomia scolastica, con poche eccezioni limitate alle piccole isole e ai comuni di montagna, rispetto ai 600 alunni previsti dalle norme precedenti. Il risultato è stata la soppressione di ben 700 istituti autonomi in tutta Italia tramite accorpamenti che, in molti casi, hanno ridotto la qualità e l’efficacia dell’offerta formativa generando scuole sovradimensionate per numero di alunni e plessi distaccati da gestire, anche su più comuni”.

“I parametri di riferimento fissati dal Ministero – aggiungono – risultano ampiamente rispettati dalla rete scolastica emiliano-romagnola, che ha un rapporto medio di 994 studenti nelle 532 autonomie scolastiche, ovvero 15 in meno di quelle spettanti applicando il solo parametro base e 23 in meno se si applicassero anche i correttivi predisposti per l’anno scolastico 2026/2027. I parametri di dimensionamento scolastico sono stati definiti dal Governo nazionale secondo logiche giuridico-contabili di mero risparmio sul numero di dirigenti e personale tecnico-amministrativo. Il Pnrr, infatti, non definiva criteri stringenti sul dimensionamento ma un intervento volto a ‘fornire soluzioni concrete ad alcuni problemi che le scuole italiane stanno vivendo con particolare sofferenza’, come l’eccessivo numero di alunni per classe”.

Evidenziano quindi che “il commissariamento imposto dal Governo si configura come una misura del tutto arbitraria e ingiustificata che rischia di penalizzare la qualità del sistema scolastico regionale, lede i principi di autonomia locale e sussidiarietà, colpisce il ruolo della scuola pubblica nelle realtà più periferiche e marginali”.

Così “tutte le organizzazioni sindacali, comprese quelle dirigenziali, si sono schierate al fianco della Regione Emilia-Romagna nella scelta di non procedere al taglio di 17 autonomie scolastiche per l’anno scolastico 2026/2027”.

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