Boccaleone. “Con la vostra presenza avete dimostrato quanto grande è il vostro cuore”. È commossa Donata Bergamini mentre accoglie presso il campo sportivo di Boccaleone il centinaio di persone arrivate per ricordare suo fratello.
Una data, quella del 19 gennaio, scelta sulla base degli impegni dei suoi compagni di allora del Cosenza (ma anche del Russi, dell’Imola calcio).
Nella frazione di Argenta sono arrivati infatti da ogni parte d’Italia.
“Grazie a chi ha contribuito in modo particolare a questa manifestazione” riprende Donata accennando agli organizzatori dell’evento, Arzenta, Cosenza Legends ’87/’89 e Walking football Amici di Denis, con il patrocinio del Comune di Argenta.
Donata ha quindi passato il microfono a “colui che ha fatto parlare il corpo di Denis”. “In vicende come questa – afferma l’avvocato – la politica è importante, non deve rimanere fuori, deve capire quando intervenire. E noi non dobbiamo dimenticarci di chi è rimasto indietro”.
“Siamo arrivati qui – attacca Anselmo – per colpa di un magistrato che non ha fatto il suo dovere. E siamo qui perché la società civile e parte della politica si è ribellata”.
Per il consigliere regionale Paolo Calvano “ricordare Denis è un dovere della comunità, ma bisogna essere qua anche per onorare chi non si è mai arreso nella ricerca della verità. La storia di Donata, pur nella sua drammaticità, può essere un esempio di come lottando insieme si possono raggiungere traguardi che sembrano impossibili”.
Per il sindaco di Argenta Andrea Baldini (che aveva anche accompagnato la famiglia fino in Calabria per una udienza del processo di primo grado, conclusosi con la condanna di Isabella Internò a 16 anni per concorso in omicidio) “il primo pensiero è sempre a Donata e alla famiglia di Denis. Ci chiediamo in continuazione quanta forza serva per fare quello che lei è riuscita a fare in questi lunghissimi anni”.
Il secondo pensiero va “ai compagni di Denis che non sono mai mancati in questi anni e hanno sostenuto Donata. Oggi la verità è emersa e sappiamo che qualcuno lo ha ucciso”.
Tra i presenti anche il presidente regionale Fgic Simone Alberici: “oggi ricordiamo un amico un calciatore un compagno un fratello e, se non ci fosse stato questo omicidio, anche un padre magari. Oggi Denis ci guarda ed è contento e vede tutto l’affetto di questa comunità”.
La mattinata si è conclusa con una visita al cimitero per onorare la tomba di Denis.