Politica
20 Gennaio 2026
Al presidio di solidarietà con i residenti rimasti senza casa arriva la denuncia dai manifestanti: "Evidentemente trecento persone che si ritrovano senza casa sono un problema privato"

Grattacielo. “Trentamila euro per la sagra, nessuna soluzione per gli sfollati”

di Elena Coatti | 3 min

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“Evidentemente trecento persone che si ritrovano senza casa sono un problema privato, mentre la sagra degli arrosticini è un’emergenza pubblica”. È partito da questa storia il presidio in piazza Municipale organizzato in solidarietà agli sfollati della Torre B del grattacielo di Ferrara. A denunciare la “differenza di trattamento” è Carola Peverati di Cittadini del Mondo, prendendo spunto, tra le altre cose, dal contributo di 30 mila euro dato dal Comune alla sagra dell’arrosticino di Codrea dopo aver subito ingenti danni dall’incendio di gennaio 2023.

Circa un centinaio di persone si sono ritrovate lunedì 19 gennaio davanti allo scalone del Municipio, sul quale erano schierate le forze dell’ordine in tenuta antisommossa, per chiedere risposte sulla situazione degli sfollati dopo l’incendio del grattacielo, molti dei quali ancora senza una sistemazione stabile. Mentre 49 persone sgombrate dal Palapalestre hanno trovato riparo grazie all’associazione Viale K – sebbene la struttura di Mura di Porta Po non sia provvista di docce e cucina -, l’Unità di Strada di Caritas nella notte tra domenica e lunedì ne ha trovate diverse che dormivano per strada in zona via Marconi.

L’intento dei manifestanti era quello di essere ricevuti dal sindaco Alan Fabbri o chi per lui dell’Amministrazione, ma al loro arrivo – intorno alle ore 17 – il portone principale era già chiuso. “Non abbiamo avuto nessuna risposta alle Pec inviate – dichiara Adam Atik, presidente di Cittadini del Mondo, che ha aperto gli interventi -. Non è vero che tutte le persone sono state sistemate. Alcune lo sono solo grazie all’intervento delle associazioni di volontariato. È inaccettabile che un’amministrazione non sappia gestire un’emergenza di questo tipo”.

Atik ha posto una serie di domande, a suo dire, senza risposta: “Dove andranno queste persone? Dov’è il sindaco? Con chi sta lavorando per risolvere il problema? Dove sono i tavoli con i proprietari degli appartamenti e con gli sfollati?”. E continua: “Qui non c’entrano le dinamiche partitiche, ma persone che hanno pagato un affitto, che hanno un mutuo. Esigiamo risposte e non abbasseremo i toni finché non arriveranno”.

La parola è passata anche a chi sta vivendo l’emergenza sulla propria pelle, per i quali “l’incendio è stato un evento traumatico, ma la mancata presa in carico degli sfollati è una scelta disumana”.

Sulla stessa linea anche Francesco Ganzaroli, del centro sociale La Resistenza, che ha parlato di “uno sfregio all’umanità”: “Se non ci fossero state le associazioni di volontariato, questa situazione sarebbe già esplosa. Dove sarebbero andate queste persone? Il sindaco avrebbe dato il daspo anche a loro?”. Secondo Ganzaroli, “si tenta di intimidire e criminalizzare la solidarietà”, creando tensione invece di affrontare l’emergenza “distinguendo i cittadini tra ‘persone per bene’ e ‘delinquenti o pericolosi'”.

Aggiunge poi Corrado Oddi, del Forum Ferrara Partecipata: “Solo la solidarietà tiene insieme una società. Ma qui si porta avanti una visione in cui esistono solo il mercato e il privato, mentre gli spazi sociali vengono chiusi, come La Resistenza, Cittadini del Mondo, Csv Terre Estensi e via dicendo”.

Il presidio si è chiuso senza incidenti, ma con un messaggio chiaro rivolto a Palazzo municipale: la mobilitazione continuerà finché non arriveranno risposte concrete su alloggi, tavoli di confronto e soluzioni strutturali per chi, oggi, a Ferrara, resta senza un tetto.

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