Casini: “Trump un bullo”
Pier Ferdinando Casini tra Dario Franceschini e Gianfranco Fini racconta i suoi quarant'anni di carriera in Parlamento presentando il suo ultimo libro "Al centro dell'aula dalla Prima Repubblica a oggi"
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Ferrara torna a interrogarsi sullo stato di sicurezza del Grattacielo di via Felisatti. A farlo, in modo formale, è il consigliere comunale del Partito Democratico Davide Nanni, che ha depositato un’interrogazione
Ferrara torna a confrontarsi con le conseguenze dell’incendio al grattacielo. A portare la questione in Consiglio comunale è un’interrogazione del gruppo consiliare La Comune di Ferrara
Un parcheggio e l'abbattimento di alberi inizialmente non previsto nei lavori per il progetto Central Bosc nell'area verde che costeggia via Caldirolo sono al centro di un'interrogazione della consigliera del Movimento 5 Stelle Marzia Marchi
"Le Pietre d’Inciampo non ci chiedono solo di ricordare chi non c’è più. Ci chiedono di fermarci e scegliere, ogni giorno, da che parte stare. La memoria non è passato è responsabilità del presente". A pronunciare queste parole è la consigliera questore Marcella Zappaterra
Il commissariamento dell’Emilia-Romagna sul dimensionamento della rete scolastica accende il dibattito istituzionale e politico. Una decisione assunta dal Consiglio dei Ministri che ha portato alla “nomina di un commissario ad acta” e che, secondo la mozione presentata dalla capogruppo del Movimento 5 Stelle Marzia Marchi, rappresenta un colpo diretto alla scuola pubblica e all’autonomia regionale.
Nel corso dell’incontro con il Governo di lunedì 12 gennaio, l’assessora regionale all’Istruzione ha dovuto prendere atto che “il Governo impone all’Emilia-Romagna il dimensionamento della rete scolastica: si tagliano 17 autonomie scolastiche e si riduce il perimetro pubblico dell’istruzione in un territorio normo-dimensionato”.
Una scelta che, secondo Marchi, “colpisce la nostra Regione, la scuola pubblica, l’autonomia scolastica e i territori più fragili come il nostro Basso Ferrarese e le aree montane”, andando a incidere in modo particolare sulle zone già caratterizzate da criticità sociali e demografiche.
La consigliera rivendica la virtuosità della Regione: “Con le 532 autonomie attuali, il rapporto medio è di 994 studenti per istituto, superiore al parametro ministeriale fissato a 938”. La riduzione a 515 autonomie, si legge nel documento, “non sarebbe giustificata da inefficienze, ma risponderebbe a una redistribuzione numerica nazionale decisa unilateralmente dal Ministero”.
Particolarmente duro il giudizio sulla scelta del commissariamento, definita senza mezzi termini “un affronto alle istituzioni a tutti i livelli e a tutta la comunità scolastica”. A rafforzare la posizione c’è anche l’unità del fronte sindacale: “Tutte le organizzazioni sindacali, comprese quelle dirigenziali, si schierano al fianco della Regione nella scelta di non procedere al taglio di 17 autonomie scolastiche”.
Sul territorio ferrarese, avverte la mozione, “la traduzione di questo dimensionamento potrebbe comportare l’accorpamento di scuole superiori e di istituti comprensivi”, con effetti che il Governo considera un semplice “espediente giuridico-contabile”, ma che rischiano di avere “ricadute pesanti in termini di efficienza del sistema scolastico e in termini occupazionali”.
Non manca il richiamo politico: le forze oggi al Governo sono le stesse che si sono spese “in primo piano per l’autonomia differenziata delle Regioni”, mentre ora procedono “alla nomina del commissario ad acta, che esautora la Regione dal proprio ruolo decisionale e di rappresentanza”.
A preoccupare è anche l’assenza di trasparenza sugli effetti concreti del provvedimento: viene infatti proclamato “il taglio di diciassette autonomie scolastiche, senza che sia ancora noto l’elenco degli istituti coinvolti”, con il “rischio concreto di creare ‘istituti mostri’ con oltre duemila studenti”.
Secondo i proponenti, la qualità dell’istruzione è strettamente legata all’organizzazione delle scuole e alla loro capacità di agire “sulla didattica e sui processi di apprendimento”, in continuità con quello che in Emilia-Romagna “rappresenta un modello pedagogico di efficienza”. Le motivazioni del dimensionamento vengono invece ricondotte a “ragioni meramente contabili”, aggravate dal fatto che nello stesso periodo si è assistito “all’aumento dei contributi alle scuole private a dispetto del dettato costituzionale”.
Il rischio denunciato è quello di “un danno permanente al sistema pubblico di istruzione”, con conseguenze anche occupazionali e con “inevitabili disagi non solo per il personale scolastico ma soprattutto per l’accessibilità degli studenti e delle loro famiglie”, in particolare nelle aree già esposte all’abbandono scolastico.
Con la mozione, il Consiglio comunale verrebbe impegnato “a farsi promotore di una interlocuzione con il Governo” per tutelare il sistema pubblico scolastico regionale e “a valutare ogni azione, compreso incontro con il Prefetto e il commissario ad acta”, per scongiurare i rischi denunciati.
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