Politica
20 Gennaio 2026
Dopo il rogo dell’11 gennaio e lo sgombero della Torre B, il consigliere Davide Nanni chiede conto di anni di ritardi, ordinanze disattese e dell'assenza del Certificato di Prevenzione Incendi

Incendio al Grattacielo, Pd: “Anni di ritardi sulla prevenzione”

di Redazione | 3 min

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Ferrara torna a interrogarsi sullo stato di sicurezza del Grattacielo di via Felisatti. A farlo, in modo formale, è il consigliere comunale del Partito Democratico Davide Nanni, che ha depositato un’interrogazione (Question Time) dopo l’incendio divampato nella notte di domenica 11 gennaio nella Torre B dell’edificio.

L’intervento dei Vigili del Fuoco, avvenuto al civico 5 di via Felisatti, ha riguardato il vano scala e i contatori elettrici. Poche ore dopo, il sindaco ha firmato l’ordinanza che dichiara “l’inagibilità temporanea della Torre B del Grattacielo sino al completo ripristino delle condizioni di sicurezza”, attivando contestualmente le procedure di emergenza per gli sfollati.

Nel verbale dei Vigili del Fuoco, assunto agli atti comunali, si parla chiaro: “Considerato il tipo di danneggiamento dell’impianto elettrico […] gli appartamenti e i locali commerciali a piano terra sono da ritenersi non fruibili fino al ripristino del corretto funzionamento dell’impianto elettrico”, che dovrà essere adeguato alla “regola dell’arte” e seguito dalla “pulizia e sanificazione di tutte le aree interessate dai prodotti della combustione”.

L’interrogazione ricostruisce una lunga e complessa vicenda amministrativa. Già nel giugno 2017 il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco segnalava che gli immobili di via Felisatti e viale Costituzione risultavano “privi di qualsiasi autorizzazione ai fini antincendio”, a causa di “modifiche sostanziali alle misure di protezione antincendio presenti all’atto di realizzazione dell’edificio”.

Negli anni successivi si sono susseguite comunicazioni, promesse e ordinanze. Nel luglio 2018 il Comune intimava ai proprietari delle torri A, B e C di completare gli adeguamenti antincendio entro 120 giorni, avvertendo che, in caso contrario, si sarebbe proceduto con “l’inagibilità totale o parziale degli edifici e/o delle singole unità immobiliari, con conseguente sgombero”.

Nel 2023 il Consiglio comunale ha autorizzato, all’unanimità, un imponente intervento di riqualificazione da oltre 20 milioni di euro, legato al Superbonus 110%. Nella delibera si fa riferimento a un “progetto antincendio” corredato da “parere favorevole condizionato da parte del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco”.

Durante quella seduta, l’allora assessore Nicola Lodi dichiarava che il Grattacielo aveva “una grave lacuna importante, che era la questione antincendio”, ma aggiungeva che si era “quasi alla fine degli impianti”, con porte antincendio, manichette e centrali già installate. E sottolineava anche il valore sociale dell’edificio: “ci sono tantissime persone di Ferrara, nate nel Grattacielo, vivono nel Grattacielo e vogliono rimanere nel Grattacielo”.

Secondo Nanni, però, dopo il 2019 e fino al 2023 non risultano più ordinanze o atti che sollecitino l’adeguamento alla normativa, nonostante il Decreto legislativo del 2019 abbia fissato al 30 settembre 2022 il termine ultimo per mettersi in regola. E, dopo il 2023, “l’Amministrazione non ha mai fornito al Consiglio Comunale aggiornamenti sulla realizzazione del progetto di riqualificazione e messa in sicurezza del Grattacielo”.

Oggi la Torre B conta 20 piani e 84 appartamenti, con decine di famiglie in emergenza abitativa. L’ordinanza sindacale concede 30 giorni per la messa in sicurezza, un termine che – si legge nell’interrogazione – “non tiene conto delle particolari condizioni economiche di molti inquilini e della composita situazione abitativa del Grattacielo”.

La domanda finale è diretta e politica: quali controlli e quali atti siano stati adottati dal 2019 a oggi per garantire la sicurezza antincendio e ottenere il rinnovo del Certificato di Prevenzione Incendi. Perché, avverte Nanni, “la mancata risoluzione dei problemi di agibilità antincendio […] e l’assenza di un regolare Cpi comprometterebbe l’agibilità dell’intero immobile di via Felisatti”.

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