Politica
20 Gennaio 2026
I dem protocollano il documento chiedendo all'amministrazione di prendere posizione e di sollecitare il sostegno del Governo e delle Istituzioni europee

Odg del Pd: “Solidarietà al popolo iraniano”

di Redazione | 3 min

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Un ordine del giorno in solidarietà al popolo iraniano è stato presentato e protocollato dal Pd di Ferrara e firmato da tutti i consiglieri comunali. Chiedono di “esprime la piena solidarietà e il sostegno del Comune di Ferrara al popolo iraniano e alle sue mobilitazioni democratiche, riconoscendo il ruolo centrale e storico delle donne nella lotta per la libertà e la giustizia”.

Chiedono anche l’impegno del Comune a condannare “con fermezza la repressione violenta delle proteste, gli arresti arbitrari, le uccisioni e ogni forma di violenza istituzionale, con particolare riferimento alle violazioni dei diritti delle donne e delle minoranze etniche”.

Ribadiscono inoltre “il sostegno ai diritti delle donne iraniane, alla loro libertà di scelta, di espressione e di autodeterminazione, denunciando ogni forma di discriminazione di genere imposta dopo il 1979”.

Sollecitano e chiedono di sollecitare “il Governo italiano e le istituzioni europee ad adottare iniziative diplomatiche e politiche efficaci per la tutela dei diritti umani in Iran, con una specifica attenzione alla protezione delle donne e degli oppositori politici al regime teocratico”.

Chiedono infine di promuovere iniziative “di informazione e sensibilizzazione che valorizzino la lunga lotta del popolo iraniano per la libertà, i diritti delle donne e la democrazia” e di “trasmette il presente documento al Governo italiano e alla segreteria dell’Alto Rappresentante UE per la Politica Estera e di Difesa comune, per sollecitare una presa di posizione forte e condivisa contro il regime iraniano”.

“Da diverse settimane – ricordano i consiglieri -, in tutte le principali città dell’Iran, sono in corso proteste di massa contro il regime teocratico della Repubblica Islamica, nata nel 1979 dopo la caduta della monarchia persiana. La grave crisi economica del paese, unitamente alla richiesta di libertà e rispetto dei diritti umani, hanno spinto migliaia di cittadini iraniani a sfidare la dura repressione del regime che finora ha provocato migliaia di morti, arresti arbitrari, esecuzioni sommarie e il blocco totale dell’accesso a internet in tutto il paese”.

“Negli ultimi 40 anni – aggiungono – settori sempre più ampi della società iraniana hanno espresso più volte la necessità di riforme democratiche e chiesto il rispetto dei diritti umana fondamentali, attraverso movimenti studenteschi, mobilitazioni civili e proteste popolari sistematicamente represse con la forza dal regime degli Ayatollah”.

Parlano quindi del “ruolo centrale” della donne iraniane “nei movimenti di protesta”. Donne che si sono opposte “alle discriminazioni introdotte dopo il 1979 e rafforzate negli anni successivi” e hanno rivendicato “libertà personali, autodeterminazione e pari diritti: lo slogan ‘Donna, vita, libertà’ sintetizza il carattere strutturale della lotta per l’emancipazione femminile come condizione imprescindibile per una società democratica”.

“Il sistema repressivo della Repubblica Islamica – ricordano – colpisce in modo particolare donne, giovani e attivisti per i diritti umani, attraverso arresti arbitrari, violenze, intimidazioni e processi sommari”.

Per i dem “è fondamentale ribadire, a livello locale, nazionale ed europeo, il sostegno al popolo iraniano che continua a lottare con coraggio per la giustizia e la libertà del proprio Paese, denunciando la gravità della repressione e dell’isolamento internazionale che sta subendo a causa del regime”.

“Le istituzioni democratiche europee e internazionali – ribadiscono – hanno più volte condannato le violazioni dei diritti umani in Iran, riaffermando il diritto alla libertà di manifestazione, di espressione e all’uguaglianza di genere. Nel sostenere le istanze di democrazia e di sviluppo economico equo del popolo iraniano, resta fondamentale il rispetto del diritto internazionale e il diritto all’autodeterminazione di tutti i popoli, evitando interferenze esterne e unilaterali”.

“La promozione dei diritti delle donne, dell’uguaglianza di genere e della libertà di autodeterminazione – concludono – costituisce un principio fondamentale della Costituzione italiana, dei trattati dell’Unione Europea. Le istituzioni locali, attraverso prese di posizione chiare, possono contribuire a mantenere viva la memoria storica e a rafforzare la solidarietà internazionale verso i popoli che lottano per la democrazia”.

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