Mercoledì 21 gennaio – Teatro Comunale “Claudio Abbado”, inizio alle 20.30 – prosegue la stagione di Ferrara Musica 2025/2026 con il pianista Arsenii Moon, giovane talento della scena pianistica internazionale. Vincitore assoluto del 64° Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni 2023 e del prestigioso Premio Arturo Benedetti Michelangeli, assegnato solo dal verdetto unanime della giuria e per questo motivo assente da quasi trent’anni, Moon proporrà un recital sospeso tra Ottocento e Novecento, con musiche di Chopin e Scriabin.
Vincitore di numerosi concorsi internazionali, tra cui il primo premio all’Horowitz Competition in Ucraina, all’Arthur Rubinstein in Memoriam Competition in Polonia e al St. Priest Competition in Francia, il secondo premio al Cliburn Junior Competition negli Stati Uniti e il premio Tabor per pianoforte al Verbier Festival, Arsenii Moon si è esibito sotto la guida di importanti direttori, quali Valery Gergiev, Stanislav Kochanovsky, Mark Russell Smith, Mei-Ann Chen e Ian Hobson, risultando tra i più giovani musicisti ad incidere con l’etichetta discografica Deutsche Grammophon, accanto a nomi come Daniel Barenboim, Hélène Grimaud, Kian Soltani e Andreas Ottensamer.
Il programma musicale propone in apertura i Ventiquattro Preludi op. 11 di Aleksandr Scriabin, ciclo completo, ispirato ai modelli di Bach e Chopin, che mostra già la sua profondità e la sua originalità. Composti in età giovanile tra il 1888 e il 1896, furono pubblicati insieme e pensati per essere eseguiti come un’unica, vasta composizione, sebbene ognuno sia indipendente, e rappresentano una tappa fondamentale nella sua evoluzione compositiva. Proprio come i Ventiquattro Preludi e Fughe di Bach, il ciclo si articola in tutte le tonalità principali e relative minori, offrendo una vasta gamma espressiva, con lo stile unico e la sensibilità armonica di Scriabin.
Si prosegue con Chopin, di cui Moon eseguirà due Mazurke: la Mazurka in fa diesis minore op. 6 n. 1, una delle prime composizioni di Chopin, caratterizzata da un tema malinconico, un ritmo tipico polacco con accenti spostati e una sonorità quasi “popolare”; e la Mazurka in la minore op. 17 n. 4, una delle più note e malinconiche, scritta nel biennio 1832-33, caratterizzata da un’atmosfera nostalgica e di derivazione contadina, con una melodia struggente e un finale che riprende l’inizio.
A chiudere il concerto, sarà, sempre di Chopin, la Sonata n. 3 in si minore per pianoforte op. 58, di grande impegno esecutivo e interpretativo. Composta nel 1844, è caratterizzata da una struttura in quattro movimenti che esplora profondità emotive e virtuosismo, alternando passaggi maestosi e lirici, uno scherzo inebriante, un largo meditativo e un finale vivacissimo.
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