Attualità
18 Gennaio 2026
Dopo lo sgombero del Palapalestre almeno una sessantina di persone senza alternative. L’Unità di Strada: “Servono stanze e appartamenti, il mercato è per loro inaccessibile

Sfollati del grattacielo, l’allarme di Caritas: “La disperazione è tangibile”

di Redazione | 2 min

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“La disperazione è tangibile”. È con queste parole che l’Unità di Strada di Caritas descrive la situazione riscontrata anche nella mattinata di oggi al Palapalestre, a poche ore dallo sgombero degli sfollati del grattacielo di Ferrara, evacuato dopo l’incendio scoppiato domenica scorsa nella Torre B. Entro le ore 15, le persone accolte nel campo allestito dalla Protezione Civile dovranno lasciare la struttura, ma “almeno una sessantina di loro non ha ancora trovato un’alternativa”, un numero che Caritas stessa ritiene “fortemente sottostimato”.

Nel suo intervento pubblicato sui social, l’Unità di Strada sottolinea come la risposta emergenziale sia ormai al limite e come le soluzioni disponibili restino del tutto insufficienti. In questo contesto viene riconosciuto il ruolo dell’associazione Viale K: “Domenico Bedin, con l’associazione Viale K, ha generosamente offerto per qualche giorno le aule del suo doposcuola per ospitare queste persone e non lasciarle in strada”. Una disponibilità preziosa, ma che non può rappresentare una risposta strutturale: “Siamo comunque ancora molto lontani dal trovare una soluzione dignitosa a lungo termine”.

Caritas chiarisce anche un aspetto spesso frainteso del problema. “Le persone di cui stiamo parlando hanno tutte un titolo di soggiorno regolare, un contratto di lavoro, ed erano titolari di un contratto di affitto o di un mutuo presso il grattacielo”. Non si tratta quindi di soggetti privi di risorse, ma di cittadini che oggi si scontrano con un mercato immobiliare di fatto inaccessibile: “Hanno tutti la possibilità di pagare, ma il mercato immobiliare ferrarese, in questo periodo storico, risulta a loro inaccessibile: quasi solo affitti per studenti, oppure costi altissimi per soluzioni di breve termine, oppure chiusura dei proprietari nell’affittare a stranieri”.

Di fronte a questo scenario, Caritas rilancia un appello concreto alla città. “Caritas si rende disponibile a fare da garante per loro, oppure a risistemare stabili vuoti concessi in comodato d’uso gratuito temporaneo”. L’invito è rivolto a chiunque possa offrire una soluzione abitativa: “Chiediamo aiuto per trovare sistemazioni che siano stanze, appartamenti o stabili”.

Nel frattempo prosegue la mobilitazione sul territorio. “Oggi pomeriggio ci vediamo al Palapalestre alle 14”, fanno sapere dall’Unità di Strada. “Verso le 17 ci sposteremo presso la sede temporanea di Cittadini del Mondo in Mura di Porta Po, dove potremo lasciare le nostre donazioni”.

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