Attualità
18 Gennaio 2026
L'associazione si farà carico temporaneamente dell’emergenza. Bedin: "Situazione imbarazzante, non dovrebbe toccare a noi". Alle 14 il presidio, alle 15 lo sgombero

Grattacielo, Viale K pronta ad accogliere gli sfollati dopo lo sgombero del Palapalestre

di Redazione | 2 min

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Sarà l’Associazione Viale K a farsi carico, almeno temporaneamente, dell’accoglienza di una parte degli sfollati del grattacielo che da oggi, domenica 18 gennaio, dovranno lasciare il Palapalestre. La decisione arriva a poche ore dallo sgombero della struttura comunale, previsto per le ore 15, dove le persone erano state accolte in via emergenziale grazie all’interessamento dell’Amministrazione comunale.

Il Comune ha infatti deciso di chiudere la fase emergenziale, ritenendo che da questo momento la situazione rientri nell’ambito privato, trattandosi a tutti gli effetti di un condominio privato. Una scelta maturata dopo aver individuato soluzioni per i nuclei con minori e per le situazioni considerate più fragili o problematiche, ma che lascia scoperta una parte degli sfollati.

Questa mattina il presidente di Viale K, Bedin, si trovava al Palapalestre per valutare direttamente le condizioni più urgenti e organizzare una prima risposta. “Cercheremo di accoglierne almeno una parte – ha spiegato – nella nostra sede di via Mura di Porta Po, dove ha sede anche l’associazione Cittadini del Mondo. L’idea è quella di sospendere il doposcuola che si svolge in quella sede per consentire l’accoglienza degli sfollati”.

Un intervento che, nelle parole dello stesso Bedin, nasce più da un senso di responsabilità che da una reale competenza istituzionale: “È una situazione imbarazzante, perché non dovremmo essere noi a occuparci dei problemi di queste persone, ma altri”, ha detto, chiamando in causa le istituzioni.

Il passaggio di testimone dal pubblico al privato avviene in un clima di forte tensione. Alle ore 14, un’ora prima dello sgombero, è infatti previsto un presidio davanti al Palapalestre organizzato dall’associazione Cittadini del Mondo, al quale hanno aderito altre realtà associative e una parte della politica locale di opposizione. L’obiettivo è chiedere al Comune di prolungare la gestione dell’emergenza ed evitare che gli sfollati rimasti senza soluzioni si ritrovino letteralmente in mezzo a una strada.

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