Politica
18 Gennaio 2026
Il sindaco di Ferrara difende l’operato del Comune dopo l’incendio e respinge le accuse di disumanità: "Emergenza gestita, ora valgono le responsabilità private"

Grattacielo, Fabbri a Cucchi: “Propaganda su una realtà che non esiste”

di Redazione | 3 min

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Ilaria Cucchi: "Dopo l’incendio, il Comune abbandona gli sfollati. Mi opporrò a questa decisione vergognosa. Depositerò un’interrogazione parlamentare"

È una replica articolata quella del sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, alle dichiarazioni della senatrice Ilaria Cucchi sul caso del Grattacielo, interessato da un incendio che ha portato allo sfollamento di numerosi residenti. In un lungo intervento pubblicato su Facebook, Fabbri contesta la ricostruzione della parlamentare, accusandola di aver semplificato una vicenda complessa e di aver diffuso informazioni non corrette.

“Mi dispiace leggere le parole di una senatrice della Repubblica che, invece di approfondire una vicenda complessa come quella del Grattacielo, una struttura privata con criticità note da anni, sceglie di semplificare tutto raccontando che il centrodestra ‘butterebbe fuori delle persone’ dopo un incendio”, scrive il sindaco.

Fabbri entra poi nel merito dei dati sanitari, smentendo la presenza di intossicati: “Lo dico perché non c’è stato un solo intossicato, ma persone che hanno inalato fumo. Tutte dimesse”. Da qui l’invito, rivolto direttamente alla senatrice, a verificare le notizie prima di intervenire pubblicamente. Una precisazione che sembra non avere molto fondamento dal punto di vista medico, dato che chi inala fumo, specialmente da incendi, è considerato comunque intossicato perché respira un mix tossico di gas, tanto da richiedere un intervento medico come in effetti è stato. Il sindaco dimentica inoltre che in seguito all’incendio una giovane donna di 28 anni, di nazionalità nigeriana, si è rotta un piede saltando da una finestra del secondo piano, episodio negato in un primo momento dalla giunta di Ferrara.

Il primo cittadino sottolinea inoltre come Cucchi dovrebbe conoscere bene la materia, ricordando che “si tratta di un condominio privato” e richiamando la sua esperienza precedente come amministratrice di condomini.

Nel post, Fabbri rivendica l’intervento immediato del Comune nelle ore successive all’incendio, precisando che l’amministrazione si è attivata senza distinguere tra persone, provenienze o orientamenti politici: “Quando è accaduto l’incendio, non ci siamo chiesti chi fossero quelle persone, da dove venissero o per chi votassero. Ci siamo mossi subito, tutti, per dare supporto a chi era in difficoltà”.

Il sindaco elenca quindi le misure adottate: l’apertura di una struttura comunale con pasti e alloggi, il supporto informativo agli sfollati con mediatori culturali, il coordinamento con i Vigili del Fuoco per il recupero di animali domestici e beni essenziali, e un’attenzione particolare ai nuclei più fragili. Per cinque nuclei con minori, precisa, è già stata individuata una sistemazione temporanea. Restano invece 59 persone adulte, per le quali – secondo Fabbri – il Comune non può assumere responsabilità permanenti al posto dei soggetti privati.

Vale la pena tuttavia precisare che nessuno ha mai chiesto al Comune di assumere responsabilità permanenti, ma semplicemente di prolungare la gestione dell’emergenza.

Rispondendo alle accuse di disumanità, il sindaco è netto: “Quindi no, senatrice Cucchi: nessuno di noi ha nulla di cui vergognarsi”. Al contrario, rivendica l’impegno dell’amministrazione e ringrazia le istituzioni e le realtà coinvolte, dalla Prefettura alla Protezione Civile, fino ai volontari e agli operatori sanitari.

Fabbri respinge anche le critiche sulla gestione dell’emergenza, e conclude con un affondo politico diretto: “La vera disumanità non è distinguere l’emergenza dalla responsabilità privata. La vera disumanità è raccontare all’Italia una realtà che non esiste, usando il disagio delle persone come strumento di propaganda”.

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