Politica
18 Gennaio 2026
Dopo l’inagibilità della torre B, il Movimento 5 Stelle chiede risposte immediate per i residenti e un piano strutturale sull’emergenza abitativa

Incendio al grattacielo, il M5S: “Non può diventare un fatto privato”

di Redazione | 3 min

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«Non è una calamità naturale». Così, secondo il Movimento 5 Stelle di Ferrara, sarebbe stata liquidata dal sindaco l’inagibilità del grattacielo colpito dall’incendio. Nessuna esondazione, nessun terremoto: solo un rogo. Una distinzione che, superata la fase acuta dell’emergenza, rischia però di trasformare il caso in una questione privata.

Per i circa trecento residenti della torre B, e per quelli della torre A che potrebbero presto trovarsi nella stessa condizione, questa distinzione è del tutto irrilevante. Il dramma resta tale, indipendentemente dalla causa, e per i pentastellati estensi non può essere derubricato a problema individuale quando coinvolge un edificio di 22 piani e oltre 80 appartamenti.

A sollevare la questione è il Movimento 5 Stelle, che ricorda come il grattacielo fosse da tempo considerato una struttura a rischio e come, negli ultimi anni, poco o nulla sia stato fatto per prevenirne il degrado. Una situazione ammessa dallo stesso sindaco: «È una situazione ben nota da molti anni, tanto che i verbali dei Vigili del Fuoco in mio possesso risalgono al 2017. Ed è proprio per questo che oggi c’è un’inchiesta, che farà il suo corso».

Da qui la domanda, che i pentastellati pongono con forza: in quasi otto anni da quelle segnalazioni – di cui quasi sette sotto l’attuale giunta – è stato fatto davvero qualcosa? O si è atteso il verificarsi di un evento grave?

Al di là delle responsabilità, oggi la priorità è il post emergenza. «Lasciare centinaia di persone senza una soluzione abitativa – affermano dal Movimento 5 Stelle – non è solo un problema sociale, ma anche di pubblica sicurezza e di convivenza civile». Serve quindi una strategia di accoglienza ampia e immediata, incalza il M5S, che dia risposte a chi sta per uscire dalle sistemazioni temporanee e un piano di ricollocazione per chi ha perso la casa dalla sera alla mattina.

Secondo il M5S, in città esistono spazi già disponibili, come la Fiera o l’ex Ospedale del Pellegrino, che potrebbero essere riadattati in moduli abitativi di emergenza, garantendo condizioni dignitose a chi non è in grado di autosostenersi. In parallelo, viene sollecitata l’Amministrazione a intercettare fondi dedicati – come previsto in passate consiliature – per affrontare in modo strutturale la questione abitativa di chi non riesce a competere sul mercato privato.

«Una città sicura non è solo quella delle pattuglie e delle vetrine illuminate, ma quella che non lascia indietro nessuno». È con questo principio che il Movimento 5 Stelle chiede l’attivazione di strumenti concreti di solidarietà, come un conto corrente dedicato per chi ha perso l’alloggio, l’avvio di un piano di cohousing per chi è costretto a ricominciare da zero e la proroga delle sistemazioni di emergenza almeno per chi non ha alternative.

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