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Tra fine di una sede storica e nuove alleanze, il Gruppo dei 10 apre il 2026 celebrando le radici jazz di Lucio Dalla con un progetto originale e itinerante
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Prosegue il cartellone del Teatro Ragazzi del Teatro Comunale di Ferrara con "Tra fossi e boschi", in scena domenica 18 gennaio alle ore 16.30 alla Sala Estense
Domenica 18 gennaio l'Orchestra Città di Ferrara si renderà protagonista dell'esecuzione di opere di Bridge, Britten e Hindemith al Ridotto del Teatro Comunale
Il 16 gennaio la Sala Estense ospiterà la prima edizione dell'iniziativa benefica "Musicanti & Friends", evento musicale nato dall'associazione "Lo Specchio"
Dal 16 al 18 gennaio, la stagione di Prosa del Teatro Comunale ospita un appuntamento con "Il birraio di Preston", tratto dal romanzo di Camilleri, in scena con Edoardo Siravo
di Federica Pezzoli
Il 2026 della prosa del Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara riparte da Camilleri e dal suo “Il birraio di Preston”, in scena fino al 18 gennaio con la regia di Giuseppe Dipasquale, che firma anche la drammaturgia insieme allo stesso Camilleri.
Un obiettivo non semplice, quello di far prendere vita sul palcoscenico ai personaggi e al complicato intreccio del romanzo. Siamo nella Sicilia di metà ottocento e tutto ruota intorno all’inaugurazione del nuovo teatro civico di Vigàta: il prefetto di Montelusa vuole aprire con un’opera di Ricci, ma nessuno vuole la rappresentazione di quel lavoro, tra l’altro realmente scadente; il Prefetto obbliga addirittura a dimettersi ben due consigli di amministrazione del teatro pur di far passare quella che lui considera una doverosa educazione dei vigatesi all’arte. Peccato che questi ultimi pensino a Wagner – che ognuno pronuncia a suo modo – o al Cigno di Busseto e al suo Trovatore; e vedano come fumo negli occhi questa imposizione dell’alto. Perciò ordiscono un piano per boicottare l’evento. La trama si fa ancora più fitta quando compaiono sulla scena dinamitardi romani, che hanno il compito di dare al boicottaggio di quell’inaugurazione la fisionomia di un messaggio a livello nazionale: dovranno infatti far esplodere il teatro per convincere il governo che anche la Sicilia è allineata, contro lo Stato, a favore dei Carbonari. Per di più, a questa sorta di guerra civile fra l’autorità centrale e i vigatesi si intrecciano le vicende del Delegato Puglisi e della sua amante, la cui sorella troverà atroce morte proprio in seguito all’incendio del teatro, della cantante Maddalena Paolazzi, vittima di una delle più clamorose ‘stecche’ nella storia del bel canto, del Dottor Giammacurta, dell’avvocato Fiannaca, dell’ingegnere Hoffer e di tanti altri.
“Pirandello amava dire che il lavoro dell’autore terminava quando egli riusciva a mettere la parola ‘fine’ alla scrittura teatrale. Bene, questo copione ha la parola fine, messa nell’ultima pagina. Tuttavia mi sento di chiosare il buon Luigi: è proprio nella messa in scena che inizia un nuovo viaggio del testo, sempre diverso e sempre nuovo, sempre imprevedibile, sempre disperatamente esaltante. Per questo il confine del teatro è come l’orizzonte dei viaggiatori nei mari d’Oceano: sempre presente, mai raggiungibile”. Così Camilleri nelle note di regia esprime l’animo con il quale ha affrontato questa trasposizione: ha voluto che avesse vita propria, autonoma dal proprio romanzo. La soluzione trovata insieme a Giuseppe Dipasquale è stata la salvaguardia della “scomposizione temporale del romanzo”, ma localizzata in un unico luogo, al tempo stesso “un teatro (quello, per esempio, dove poteva essere avvenuto l’incendio) e il luogo dell’azione del racconto”. Efficace l’idea di infrangere la quarta parete e ‘coinvolgere’ da subito il pubblico in sala nell’episodio dell’incendio: un espediente che è in piena linea con l’ironia di Camilleri. Poetica l’immagine scelta da Antonio Fiorentino, che cura la scenografia, di porre Vigàta sullo sfondo e al centro nello stesso tempo, come a dire che è la parte per il tutto, una sorta di archetipo della Sicilia della topografia camilleriana.
Buona prova da parte della compagnia – Mimmo Mignemi, Federica De Benedittis, Gabriella Casali, Pietro Casano, Luciano Fioretto, Federica Gurrieri, Paolo La Bruna, Giorgia Migliore, Valerio Santi, Vincenzo Volo – che è riuscita nella difficile sfida di dare corpo ai caratteri di Camilleri. Edoardo Siravo è perfettamente a suo agio nel ruolo di capo-compagnia e narratore, affiancato dalla voce iconica di Camilleri stesso.
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