Attualità
17 Gennaio 2026
L'appello di Pd, Movimento Cinque Stelle, La Comune di Ferrara e Civica Anselmo. Inviata una pec al sindaco Fabbri e al prefetto Marchesiello a poche ore dallo sgombero della struttura sportiva

Emergenza Grattacielo. Le opposizioni: “Prorogare l’accoglienza al Palapalestre”

di Redazione | 2 min

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Prorogare la fase emergenziale e le misure di accoglienza attuali per fronteggiare le problematiche abitative, sanitarie e sociali relative all’incendio alla Torre B del Grattacielo di via Felisatti, avvenuto nella notte tra il 10 e l’11 gennaio. Lo chiedono – con una pec inviata formalmente al prefetto Massimo Marchesiello e al sindaco Alan Fabbri – tutte le forze politiche di opposizione: dal Partito Democratico al Movimento Cinque Stelle, da La Comune di Ferrara alla Civica Anselmo.

L’appello arriva a poche ore dallo sgombero del Palapalestre – in programma domani (18 gennaio) – che, dal 12 gennaio, è stato individuato come struttura di accoglienza emergenziale per le circa 200 persone sfollate, tuttora impossibilitate a far rientro nelle propria abitazioni a tempo determinato.

Nel frattempo, infatti, l’ingresso della Torre B risulta sigillato e sono in corso ulteriori verifiche tecniche. Non può inoltre escludersi l’estensione di provvedimenti anche alle Torri A e C del complesso, circostanza che rende incerti sia i tempi di rientro sia l’estensione complessiva degli sgomberi.

Nella richiesta, le forze politiche evidenziano come “numerose persone accolte non dispongano, allo stato attuale, di soluzioni abitative alternative immediate. Alcune hanno inoltre segnalato difficoltà oggettive nell’accesso a locazioni temporanee sul mercato privato, anche in ragione del brevissimo tempo avuto a disposizione. A fronte di ciò, la cessazione dell’accoglienza – evidenziano – comporterebbe il rischio concreto e immediato di persone prive di alloggio, con evidenti ricadute sociali, sanitarie e di ordine pubblico“.

“Pur prendendo atto dell’intenzione annunciata dal sindaco di attivare interlocuzioni con il mercato privato e con strutture ricettive, non ci risulta tali attività siano state avviate e comunque richiedono tempi tecnici non compatibili con l’immediata chiusura della fase emergenziale” aggiungono le opposizioni.

Per questi motivi, le minoranze avanzano quattro richieste: la proroga dell’accoglienza presso il Palapalestre almeno fino a quando non sarà definito un quadro chiaro sugli esiti delle verifiche tecniche e sui tempi di rientro; in alternativa o in subordine, la valutazione dell’allestimento di una soluzione di accoglienza strutturata di Protezione Civile; il coinvolgimento pieno della Protezione Civile e della Regione Emilia-Romagna, affinché la gestione dell’emergenza non ricada esclusivamente sull’Amministrazione comunale; la garanzia che la cessazione dell’accoglienza avvenga solo a fronte di soluzioni abitative effettive e verificabili, evitando che l’emergenza venga di fatto scaricata sulle singole persone o sul solo volontariato.

“In una situazione caratterizzata da incertezza tecnica e da possibili ulteriori sviluppi, si richiama il principio di precauzione e di responsabilità istituzionale: l’emergenza non può dirsi conclusa per atto amministrativo finché permangono le condizioni che l’hanno determinata chiudono partiti e liste civiche.

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