Tresignana
18 Gennaio 2026
Un 63enne italiano è a processo con l'accusa di maltrattamenti in famiglia. Avrebbe picchiato la donna davanti ai figli minori, impedendole di avere una vita sociale

Obbliga la compagna a dormire in garage dopo botte e offese

di Davide Soattin | 2 min

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Esclusa l'azione di terzi nel decesso. Molto probabile che a ucciderlo possa essere stato un malore indirettamente collegato a qualche patologia che l'ha portato a uscire di casa e a vagare nei campi al buio e al gelo. Esclusa l'azione di terzi nel decesso. Molto probabile che a ucciderlo possa essere stato un malore indirettamente collegato a qualche patologia che l'ha portato a uscire di casa e a vagare nei campi al buio e al gelo

Tresignana. Picchiata e offesa – anche per il colore della pelle – davanti ai figli minorenni dal compagno convivente, che l’avrebbe costretta a vivere un’esistenza senza intraprendere rapporti sociali di alcun tipo all’infuori della sfera famigliare, come invece lei avrebbe voluto per sentirsi a tutti gli effetti una donna emancipata. Da un lato, facendole pressioni affinché smettesse di lavorare, dall’altro impedendole di frequentare amicizie e controllandole ripetutamente il telefono cellulare.

È l’inferno a cui sarebbe stata costretta una 36enne di nazionalità etiope per mano di un 63enne italiano, finito a processo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia per fatti avvenuti tra il 2021 e il febbraio 2024 a Formignana, dove i due vivevano.

Lì, secondo la ricostruzione avanzata dalla Procura di Ferrara, l’uomo avrebbe vessato e umiliato la donna, arrivando anche ad alzare le mani. In un’occasione, per esempio, durante una discussione, l’avrebbe presa per la gola e poi buttata sul letto, prima di chiuderla all’interno della camera, impedendole infine di uscire. In altre due circostanze invece, con una ferocia inaudita, l’avrebbe spinta contro il muro dell’abitazione facendole sbattere violentemente la testa.

A novembre 2023 poi, dopo che la figlia aveva rotto un libro di preghiera, l’uomo se la sarebbe presa con la 36enne, afferrandola per il collo e sbattendola nuovamente con la testa contro il muro. Aggressioni fisiche da far venire i brividi e la pelle d’oca fino all’ultimo episodio, avvenuto il 28 febbraio 2024, quando – dopo averle lasciato un biglietto con la scritta “garage please” – il 63enne impedì alla compagna di fare rientro nella loro abitazione, obbligandola ad andare a dormire nel garage.

Dopo quel fatto, la donna trovò il coraggio di denunciare tutto ai carabinieri, a cui spettarono le indagini, anche tramite l’ascolto di persone informate sui fatti. Il 6 dicembre poi – nonostante l’iniziale richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Ferrara – il gip del tribunale di Ferrara ordinò l’imputazione coatta nei confronti dell’uomo, che quindi dovrà rispondere del reato di maltrattamenti in famiglia, davanti al collegio del tribunale di Ferrara. Il processo inizierà il 25 febbraio, la 36enne sarà parte civile.

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