Il sindacato dei giornalisti ferraresi si è radunato di fronte ai cancelli della sede di Telestense, in via Virginia Woolf, per annunciare che il Premio Stampa 2026 andrà proprio a chi, negli anni (e, si spera, negli anni a venire) ha fatto e farà la storia dell’emittente locale di Ferrara.
Il Premio Stampa Ferrara 2026 è stato assegnato ai giornalisti, agli operatori e ai tecnici di Telestense. Quelli di ieri e di oggi e – questa la speranza – quelli di domani.
Il Premio Stampa Ferrara è stato assegnati negli anni nomi di livello internazionale, quali Carlo Rambaldi, Nereo Alfieri, Folco Quilici, Florestano Vancini, Michelangelo Antonioni, Milva.
Ora diventa un riconoscimento da parte dell’Associazione Stampa Ferrara all’attività di informazione e intrattenimento svolta in cinquant’anni dagli addetti della storica tv ferrarese, che ora purtroppo sta rischiando seriamente di scomparire dal panorama delle televisioni locali.
“Nello stesso tempo – si legge in una nota del sindacato – la decisione dei giornalisti ferraresi dell’ASFe rappresenta una forte affermazione di vicinanza e pieno sostegno nei confronti dei colleghi che, per la grave situazione dell’azienda, stanno attraversando ormai da più di due anni complessi momenti di difficoltà”.
E per testimoniare vicinanza e sostegno Assostampa ha scelto di annunciare il ‘vincitore’ del premio proprio davanti ai cancelli della sede di Telestense. Nel corso della conferenza stampa sono intervenuti Marco Zavagli e Nicola Bianchi, membri del direttivo Aser e componenti dell’ASFe, che hanno spiegato le motivazioni dell’assegnazione del Premio Stampa Ferrara 2026, Nicola Franceschini e Antonella Vicenzi, i due giornalisti rimasti a Telestense, che hanno ricordato la tragica situazione dell’emittente.
“Siamo all’epilogo – dice Zavagli – di una storia prestigiosa fatta anche di, anzi soprattutto di persone, di giornalisti, di tecnici, di amministrativi che per oltre 40 anni hanno fatto sì che Telestense fosse un punto di riferimento della comunicazione a Ferrara. E, se questo è l’epilogo, è un epilogo triste”.
“Io credo – aggiunge Bianchi – che dare oggi il premio stampa a Telestense sia qualcosa di dovuto, soprattutto visto il momento storico di tutti i mass media. Credo anche che sia un messaggio alla proprietà, in particolar modo per il trattamento che ha riservato negli ultimi mesi a tutti i suoi dipendenti. E oggi siamo qui per esprimere ovviamente vicinanza a tutti i colleghi coinvolti, perché Telestense è stata ed è una grande emittente e rappresenta un pezzo di storia di Ferrara”.
Franceschini indica le finestre chiuse dello stabile: “La situazione la vedete, siamo rimasti in questo momento solo io e Antonella. Ma abbiamo le mani legate: siamo bloccati, sia a livello economico, perché non ci pagano da mesi, sia perché non possiamo più fare assolutamente nulla, in quanto non abbiamo più tecnici. Di fatto non possiamo lavorare. È una situazione drammatica”.
“I colleghi hanno parlato di un premio doveroso e dovuto -. continua Vicenzi -. Sì, credo che sia corretto perché in 50 anni di storia Telestense ha lasciato il segno su tante iniziative della città e della sua provincia. Io sono qui dal ’97. Sono quasi trent’anni di storia personale. Qui lascio un pezzo di cuore. Anche se rimane sempre la speranza che, in un modo o in un altro, qualcuno la salvi questa emittente locale. Un media che credo sarebbe ancora in gradi di fare un pezzo di storia di questa città”.
Il Premio sarà consegnato nella mattinata dell’11 aprile 2026 nell’ambito di una cerimonia che si terrà in Prefettura a Ferrara.
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