Politica
17 Gennaio 2026
"Gravano i cittadini senza verifica preventiva". Il consigliere comunale della civica Alan Fabbri Sindaco chiede maggiore trasparenza e dialogo prima di applicare le correzioni sulle superfici catastali

Bollette Hera, Rendine critica le rettifiche automatiche

di Redazione | 2 min

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Il consigliere comunale Francesco Rendine ha sollevato preoccupazioni sulle comunicazioni inviate da Hera ai cittadini, che contestano la metratura degli immobili senza verifiche preliminari. “Ho ricevuto diverse segnalazioni da cittadini ferraresi che lamentano di aver ricevuto comunicazioni da parte di Hera con cui viene contestata la metratura degli immobili dichiarati, senza che sia stata effettuata alcuna verifica preventiva sulla reale consistenza degli stessi”, ha spiegato Rendine.

Secondo il consigliere, in diversi casi si assiste a “incrementi automatici della superficie imponibile (ad esempio da 60 a 75 metri quadrati), verosimilmente basati su elaborati catastali che, come noto agli addetti ai lavori, non sempre riflettono fedelmente la situazione reale degli immobili”. Il risultato è che “il cittadino viene gravato dell’onere di attivare procedure di contestazione in autotutela per dimostrare ciò che, nella maggior parte dei casi, sarebbe facilmente accertabile con un semplice confronto preliminare o con una richiesta di chiarimenti prima dell’invio delle rettifiche”. Rendine ha definito il metodo “non solo discutibile, ma anche sbilanciato nel rapporto tra gestore e utente, trasformandosi di fatto in un aggravio burocratico e temporale a carico del contribuente”.

Il consigliere ha inoltre criticato la cosiddetta tariffa puntuale applicata da Hera: “Nei fatti, essa appare sempre più come una tassa a marcata componente patrimoniale, piuttosto che una tariffa realmente commisurata alla produzione effettiva di rifiuti”. Rendine ricorda che “la quota fissa, determinata principalmente dalla metratura dell’immobile e dal numero di occupanti, incide per oltre la metà dell’importo complessivo, mentre la quota variabile legata ai conferimenti ha un peso decisamente minoritario”. Secondo il consigliere, “ciò svuota in larga parte il principio stesso di tariffazione puntuale” e rende marginale la leva premiale o sanzionatoria legata al comportamento virtuoso dei cittadini.

Rendine ha portato anche un esempio personale: “In passato ho contestato una classificazione dell’Agenzia delle Entrate che, basandosi esclusivamente sugli elaborati planimetrici relativi a un mio immobile, aveva incluso nel calcolo un locale che sono riuscito a dimostrare essere inagibile. Il ricorso è stato accolto senza difficoltà”.

Per questo motivo, il consigliere chiede una revisione delle procedure: “Ritengo legittimo chiedere se non sia possibile interrompere la prassi delle ‘lettere a pioggia’, fondate su dati catastali che non sempre rappresentano la realtà, e avviare invece un dialogo diretto e preventivo con i contribuenti prima di procedere a rettifiche automatiche che incidono direttamente sulle bollette”. Rendine sottolinea che “un approccio più trasparente, proporzionato e collaborativo gioverebbe non solo ai cittadini, ma anche alla credibilità del sistema tariffario e al rapporto di fiducia tra il gestore del servizio e la comunità”.

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