Economia e Lavoro
17 Gennaio 2026
Ghedini (Cna): "Serve un tavolo a Comacchio e dal Governo regole chiare su gare, indennizzi e strutture"

Bandi balneari, Cna chiede certezze nel 2026

di Redazione | 2 min

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“Il 2026 è l’anno in cui bisognerà fare finalmente un po’ di chiarezza sul futuro delle concessioni balneari, e in particolare sulla formulazione delle procedure di evidenza pubblica che porteranno all’assegnazione delle nuove concessioni nel 2027. A livello territoriale serve un tavolo di confronto, a cui siedano le associazioni di categoria del settore, l’assessorato al demanio e gli uffici tecnici competenti del Comune di Comacchio, ente che avrà il compito di emanare i bandi di gara. Il nostro obiettivo, a quel tavolo, sarà tutelare gli interessi degli imprenditori”.

Nicola Ghedini, da cui provengono queste dichiarazioni, è il presidente dei Balneari di Cna a livello provinciale, regionale e nazionale, e quindi partecipa in prima persona al negoziato, a più livelli, che porterà all’assegnazione delle concessioni demaniali tramite bandi di gara.

“Stiamo collaborando con la Regione Emilia-Romagna – spiega – alla messa a punto di linee guida per la formulazione dei bandi di gara da parte dei Comuni costieri. Auspichiamo quindi che tali Comuni – Comacchio compreso – attendano il completamento e l’emanazione delle linee guida prima di formulare i bandi, per garantire un approccio uniforme alle gare in tutto il territorio costiero regionale”.

Servono tuttavia alcune risposte chiare che possono arrivare solo dal Governo. “In primo luogo – spiega Ghedini – c’è la questione degli indennizzi che verranno corrisposti ai concessionari che non otterranno il rinnovo: su questo tema è in corso un confronto con l’Unione Europea, che dà un’interpretazione troppo restrittiva e limitata degli indennizzi stessi. Auspichiamo che si arrivi presto a definire positivamente questo punto cruciale”.

Cruciale, per la definizione degli indennizzi, è la questione delle strutture fisse costruite dal concessionario dell’area balneare: scaduta la concessione a chi andranno? “Oggi l’articolo 49 del codice della Navigazione dice che le strutture vengono incamerate gratuitamente dallo Stato – spiega Ghedini – ma noi pensiamo che il governo dovrebbe modificare l’articolo, riconoscendo i diritti dei concessionari. Questo faciliterebbe il lavoro di Regioni e Comuni togliendole da un grave impasse nella formulazione dei bandi”.

“Per quanto riguarda le strutture di facile rimozione – precisa Ghedini – crediamo che sia corretta la posizione che le considera di proprietà esclusiva del concessionario uscente: quest’ultimo sarà libero, in caso di mancato rinnovo, di smontarle e portarle via, a meno di accordo economico con l’eventuale nuovo concessionario”.

Ghedini chiede un tavolo di confronto in cui discutere i prossimi bandi di gara su Comacchio, ma chiede anche che le forze politiche si pronuncino sull’argomento in vista delle prossime elezioni amministrative nella città lagunare: “È un tema cruciale – conclude – che riguarda il 60% dell’economia turistica del territorio costiero”.

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