Ferrara rinnova anche quest’anno il suo impegno per il Giorno della Memoria, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici nei campi nazisti. Con un programma diffuso e profondamente articolato, capace di coinvolgere scuole, istituzioni culturali e cittadinanza, si partirà con le celebrazioni il 20 gennaio fino a giovedì 29 gennaio. Un fitto calendario che non si limita alle commemorazioni, ma punta a trasformare il ricordo in responsabilità civile e consapevolezza collettiva, puntando in particolare al coinvolgimento dei più giovani.
Uno dei segnali più significativi arriva proprio dal mondo della scuola. Alcuni istituti ferraresi si prenderanno cura delle pietre d’inciampo: il 20 e il 22 gennaio gli studenti del plesso di primaria Mosti e del liceo artistico Dosso Dossi saranno impegnati nella lucidatura delle pietre ai civici 14 e 88 di via Mazzini. “Un gesto semplice ma fortemente simbolico”, dichiara Anna Maria Quarzi, presidente dell’Istituto di Storia contemporanea.
Tra i momenti più attesi del programma, lo svelamento di nuove pietre d’inciampo dedicate alla famiglia Ravenna-Rossi: Gino Ravenna, Letizia Rossi, Franca Eugenia Ravenna, Eugenio Ravenna e Marcello Ravenna. Una famiglia profondamente segnata dalla shoah, ricorda Quarzi, “in particolare Eugenio Ravenna, uno dei cinque ferraresi tornati da Auschwitz e figura ricordata anche da Giorgio Bassani nei suoi racconti e legata a Primo Levi”. Alla cerimonia parteciperanno anche il sindaco e il presidente della Comunità ebraica di Ferrara.
Il programma entra poi nel vivo il 21 gennaio al Meis alle ore 17, con la presentazione del progetto europeo “Le case di Micol. Quattro donne ferraresi Maria Zamorani, Gina Finzi Schoneit, Ida Ascoli Magrini Bonfiglioli, Carla Neppi Sadun.
Tra gli appuntamenti culturali di maggior rilievo, l’incontro promosso dall’Università di Ferrara su Primo Levi e le lettere ai tedeschi al Ridotto alle ore 18.30, frutto di un progetto europeo “che rende finalmente accessibile online attraverso il portare LeviNet un corpus di lettere finora poco studiato”, afferma Isabella Mattazzi di Unife. Un dialogo ad alta intensità intellettuale che mette in luce un volto ancora poco noto di Levi, restituendo al pubblico documenti fondamentali per comprendere il dopoguerra e la complessità della testimonianza grazie alla presenza della docente di Cultura ebraica allo Iuss di Pavia Elena Loewenthal e il giornalista e scrittore Stefano Bartezzaghi.
Il cuore simbolico della giornata sarà il 27 gennaio al Teatro comunale con l’Istituto di storia contemporanea alle ore 10.30 con gli interventi di Davide Alagna, presidente della consulta provinciale degli studenti, il sindaco Alan Fabbri e il prefetto Massimo Marchesiello. Successivamente, alle ore 11, un appuntamento riservato agli studenti degli Istituti di istruzione secondaria di secondo grado con “Matteotti: anatomia di un fascismo”, insieme a Ottavia Piccolo e i solisti dell’Orchestra multietnica di Arezzo diretta da Enrico Fink e la regia di Sandra Mangini.
Nel pomeriggio, al Salone d’Onore in Corso Giovecca 47, l’incontro “Un viaggio dell’anima. Memoria come responsabilità” di Nastro Azzurro in collaborazione con Unici di Ferrara, Assoarma per la Pace e associazione De Humanitate Sanctae Annae. Alle 16.40 il preludio musicale del pianista Carlo Bergamasco e poco più tardi “La figura dell’ebrei nella letteratura cristiana”, canti e musiche curate da Gruppo Gad di lettura espressiva.
Il programma prosegue alle 17 al Meis con la visita guidata in anteprima dell’allestimento a “Il 900 in una stanza”, la sala del museo dedicata al Novecento e pensata per attività educativa e alla mostra “Viaggio in Italia. Alla scoperta del patrimonio culturale ebraico”. Alle 17.30 alla biblioteca Ariostea, un incontro organizzato da Isco dal titolo “Una sfida a due. Dialogo tra vendetta e perdono”, con l’introduzione di Piero Stefani e l’interpretazione di Magda Iazzetta e Fabio Mangolini.
Mercoledì 28 gennaio alle ore 10 inaugura “Il 900 in una stanza” al Meis insieme agli studenti e l’uso di oggetti quotidiani, dipinti e accessori d’epoca capaci di raccontare storie di vite di donne e uomini che si intersecano con la storia del Novecento. Alle 17 invece verrà presentato il volume “Libri in fuga. Leggere e studiare mentre il mondo brucia” con gli interventi di Fausto Ciuffi, direttore della Fondazione Villa Emma, e Chiara Conterno, co-curatrice. A moderare l’incontro sarà il direttore del Museo Amedeo Spagnoletto che ha annunciato che anche quest’anno, dato il successo nel 2025, ci sarà la visita live ad Auschwitz con l’introduzione del Ministro dell’Istruzione, iniziativa dedicata però solo agli istituti scolastici.
Giovedì 29 gennaio nella sala delle Muse di Palazzo Polo, l’incontro “Fair play? Shoah e sport” a cura del Meis, dove lo scrittore Matteo Corradini racconterà con immagini d’epoca e filmati. Alle 16 a Palazzo delle Sinagoghe, “1938, la persecuzione ebraica online” con gli interventi di Davide Guarnieri, Laura Graziani Secchieri e Matteo Al Kalak.
Si chiude in sala Estense alle 21 con “Processo a Priebke. 30 anni dopo” a cura del Meis in collaborazione con Isco e gli interventi di Stefano Nazzi, giornalista, e lo storico Amedeo Osti Guerrazzi.
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