Spettacoli
17 Gennaio 2026
Domenica 18 gennaio concerto al Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara

I Solisti dell’Orchestra Città di Ferrara suonano musiche di Bridge, Britten e Hindemith

di Redazione | 2 min

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Il concerto in programma per Ferrara Musica al Ridotto domenica 18 gennaio vede ancora una volta I Solisti dell’Orchestra Città di Ferrara protagonisti nell’affrontare pagine di repertorio poco frequentato e di raro ascolto. La formazione cameristica è questa volta composta da Antonio Aiello (violino), Alessandro Savio (viola), Fiorenza Barutti (viola), Leonardo Sapere (violoncello), Alessandro Pivelli (contrabbasso), Giorgio Ferroci (oboe), Giovanni Polo (clarinetto), Vittorio Ordonselli (fagotto) e Simone Cinque (corno).

Il concerto, che sarà ospitato al Ridotto del Teatro Comunale con inizio alle 10.30, si apre con il Lamento per due viole di Frank Bridge (1879-1941). Composto nel 1912, questo breve brano per la inconsueta combinazione di due viole è un esempio della lirica tardo-romantica inglese. L’espressività è affidata a un dialogo intimo e malinconico tra gli strumenti, e valorizza la sonorità calda e scura della viola.

Segue il Phantasy Quartet op. 2 per oboe, violino, viola e violoncello di Benjamin Britten (1913-1976), in onore del cinquantesimo anniversario della sua scomparsa. Scritto nel 1932 quando Britten era ancora studente, il brano si rifà alla tradizione inglese della phantasy, un pezzo in un unico movimento diviso in sezioni contrastanti (lento-veloce-lento). L’oboe, in una combinazione inusuale, guida la narrazione musicale con un tema di grande lirismo, mostrando la precoce padronanza compositiva del giovane autore.

Il concerto si conclude con l’Ottetto per strumenti a fiato e archi di Paul Hindemith (1895-1963). Completato nel 1957, rappresenta la piena maturità dello stile neoclassico del suo autore. La composizione è strutturata in cinque movimenti e unisce l’organico del quintetto d’archi (violino, due viole, violoncello, contrabbasso) a un trio di fiati (clarinetto, fagotto, corno). Il risultato è un lavoro caratterizzato da una brillante chiarezza strutturale, un denso contrappunto e una spinta ritmica energica, tipica dell’approccio del compositore tedesco alla musica cameristica.

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