Attualità
16 Gennaio 2026
Parla Leily Fazeli, cittadina iraniana, che da dieci anni abita a Ferrara: "Dietro ogni numero c'è una vita che chiede solo di poter respirare senza paura"

Iran, la testimonianza: “Ai ferraresi chiedo di non voltarci le spalle”

di Redazione | 2 min

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di Leily Fazeli*

Vivere a Ferrara in questi giorni significa camminare nel silenzio della nostra città mentre nelle orecchie risuona il rumore della repressione che sta devastando l’Iran.

Scrivo come cittadina iraniana/italiana residente a Ferrara più di 10 anni, ma soprattutto come voce per la mia famiglia e i miei compaesani che oggi sono, a tutti gli effetti, ostaggi del loro stesso governo. L’Iran sta attraversando le settimane più buie della sua storia recente.

Dall’inizio di gennaio 2026, il Paese è paralizzato da un blackout totale di Internet che serve a oscurare i crimini commessi nelle strade. Non è solo una crisi politica, è un’emergenza umanitaria: Repressione brutale: Le stime parlano di migliaia di vittime nelle piazze.

Solo pochi giorni fa, l’attacco all’ospedale Imam Khomeini ha mostrato che nemmeno i luoghi di cura sono più sicuri.

Collasso economico: con l’inflazione fuori controllo e il crollo della moneta, sopravvivere è diventato impossibile per le famiglie comuni. Diritti calpestati: arresti di massa, torture e sparizioni forzate sono gli strumenti con cui il regime cerca di soffocare un desiderio di libertà che ormai unisce ogni classe sociale, dai lavoratori agli studenti.

A Ferrara siamo liberi di parlare, ed è per questo che ho il dovere di farlo. Essere la “voce” della mia gente significa impedire che il muro di silenzio alzato dal governo di Teheran vinca. Chiedo ai ferraresi di non voltarsi dall’altra parte: dietro ogni numero c’è una vita che chiede solo di poter respirare senza paura.

*cittadina iraniana

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