Politica
16 Gennaio 2026
L'affondo di Sergio Golinelli (Avs e Possibile Ferrara) al sindaco Fabbri e al consigliere Caprini

“Il Grattacielo è anche affare del Comune”

di Redazione | 4 min

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di Sergio Golinelli*

Se il Sindaco di Ferrara pensa di cavarsela chiudendo il Palapalestre, lasciando le persone per strada e affidando al fido rappresentante della Lista Fabbri l’elegante spiegazione dei propri atti (“Il Comune non è un piazzista”) sta compiendo un grosso errore. Non solo perché il Comune è uno dei proprietari di spazi presenti al Grattacielo e il “piazzista” l’ha fatto davvero quando si trattava, 4 ottobre 2022, di annunciare, tramite l’allora vicesindaco Naomo Lodi, nell’ambito del progetto Gad/Ferrara Rinasce, la riqualificazione del Grattacielo di Ferrara, grazie al superbonus 110%, e l’acquisto da parte del Comune di tre immobili a 50.000 euro al Grattacielo per nuovi spogliatoi per il campo polivalente, un centro di informazione turistica, e locali a servizio degli eventi con area deposito – magazzini (atto notarile di acquisto del 23 settembre 2022). All’epoca il Comune aveva già, e ha ancora, all’interno del Grattacielo pure il Centro di Mediazione, le Officine Meca, lo spazio dove ha sede la biblioteca popolare Giardino.

Di nuovo annunci roboanti riportati dalla stampa locale il18 maggio 2023 quando un parere favorevole unanime in Commissione consiliare (assenso anche da parte dell’assemblea di condominio dei proprietari della quale il Comune di Ferrara era ed è parte) sembrò destinato a far partire un maxi progetto di riqualificazione del Grattacielo per circa 30 milioni di euro, con due aziende leader ferraresi, partner nazionali e un ente certificatore internazionale.

Le successive modifiche normative del 110% varate dal Governo Meloni, e difese a spada tratta dai partiti del Centro Destra anche a Ferrara, hanno colpito duramente progetti di questa portata. E del Grattacielo non si è più parlato, fino all’incendio di qualche notte fa. Gli unici interventi varati dall’Amministrazione Fabbri, e ampiamente pubblicizzati, sono stati i controlli sullo spaccio e l’organizzazione di feste e concerti nel parco antistante il Grattacielo. Nulla per disinnescare la potenziale “bomba” che pare essere in sé il Grattacielo.

Nel corso dell’estate 2017 i Vigili del fuoco avevano già denunciato l’urgenza di interventi radicali sulle due torri per la messa in sicurezza in relazione ai permessi antincendi. Per questo, allora, l’Amministrazione Tagliani decise di attivare la dichiarazione di pubblica utilità per avviare la fase di acquisizione/scambio degli alloggi, messi a disposizione a canone sociale, per giungere, infine, alla demolizione del Grattacielo.

Due milioni di euro dello Stato nel bando di rigenerazione urbana per le aree degradate per un progetto che prevedeva lo svuotamento delle due torri del grattacielo che avrebbe dovuto concludersi entro dicembre 2020 con progressive ricollocazioni di residenti – proprietari in appartamenti ceduti dal Comune, in zona Uccellino, e con ricerche sul mercato, e dei negozianti in piazzetta Castellina e zona Cassoli. La transizione abitativa avrebbe dovuto avviarsi a marzo 2018 dopo una fase di “progettazione partecipata”. Alla conferenza conclusiva dell’Accordo tra Comune, Provincia, Regione, era prevista l’erogazione di altri 3 milioni di euro da parte della Regione.

Alle elezioni del 2019 vinse, come noto, il Centro Destra; quel progetto di svuotamento e demolizione del Grattacielo venne abbandonato e poi sostituito dalla promessa di riqualificazione. Finita in nulla.

Il Comune, però, non può lavarsene le mani, il Grattacielo è anche affare suo perché, appunto, proprietario di spazi, ma soprattutto perché il Decreto Legislativo del 25 gennaio 2019 impone obblighi di controllo ai Comuni per prevenire incendi nei grandi edifici, e il termine ultimo per gli adeguamenti era il 30 settembre 2022. Se oggi il Grattacielo è nelle condizioni riportate dalla stampa locale, con il rischio di evacuazione anche della Torre A, ci chiediamo cosa abbia fatto, e cosa avrebbe dovuto fare, il Comune dopo essere stato costretto, a causa delle decisioni del Governo Meloni, ad archiviare il progetto di riqualificazione. E anche cosa abbia fatto o meno, in qualità di condomino non qualunque, per sollecitare l’Amministratore condominiale a intervenire per tempo.

È impensabile che ora il Comune rifiuti di farsi carico, almeno in parte, di chi – affittuario o piccolo proprietario – si è ritrovato in un attimo senza più nulla, sbattuto fuori casa e ora sbattuto anche fuori dal Palapalestre, come se l’emergenza fosse superata. Persone che lavorano e pagano le tasse, famiglie con bambini, alcune delle quali hanno acquistato di recente un appartamento al Grattacielo e, ci chiediamo, come è possibile che ciò sia avvenuto se ora tutti affermano, a partire dall’Amministratore, che nulla è a norma.

L’inchiesta aperta dalla Procura dovrà indagare molti lati oscuri di questa vicenda, ma nel frattempo occorre che il Comune assuma un ruolo attivo per supportare realmente e seriamente le persone sfollate perché ciò che è accaduto riguarda la convivenza sociale e civile di un’intera comunità.

*Alleanza Verdi e Sinistra e Possibile Ferrara

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