Cento. Hanno trascorso il weekend all’insegna del divertimento ma quando hanno realizzato che, a causa della tarda ora, i servizi di linea non effettuavano più corse, hanno ben pensato di utilizzare un’ambulanza del 118 come taxi per ritornare a casa.
A finire nei guai due 17enni, italiani di seconda generazione, che abitano in provincia di Bologna, i quali, dopo avere simulato di essere stati vittime di una cruenta rapina da parte di alcuni loro coetanei non meglio indicati, hanno pensato bene di chiamare il 118 per essere riaccompagnati a casa. Un’ambulanza è quindi giunta al Parco degli Alpini di Cento per dare assistenza ai due giovani aggrediti e nel contempo, vista la gravità del delitto denunciato, la centrale Operativa della compagnia Carabinieri di Cento ha inviato sul posto le due pattuglie per ricostruire la dinamica dei fatti e individuare i responsabili.
Ma le indagini dei carabinieri intervenuti hanno permesso nel giro di pochi minuti di arrivare a un diverso epilogo della vicenda: la richiesta sempre più incalzante di circostanze dettagliate su quanto accaduto, infatti, ha indotto i giovani a cadere nelle prime contraddizioni e poi a confessare la messa in scena con un laconico “abbiamo inventato tutto, volevamo un passaggio per tornare a casa”. Anche i sanitari del 118 non hanno riscontrato nulla di quanto riferito nella richiesta di soccorso, nessuna lesione: così si è conclusa una serata che sembrava destinata a vedere i militari impegnate in uno brutto episodio.
Per i due minorenni il finale non è stata altrettanto positivo: riaffidati ai rispettivi genitori, nel frattempo convocati in caserma, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni di Bologna per il reato di procurato allarme.
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