di Luca Caprini*
Forse qualcosa non è chiaro dall’altra parte del Consiglio Comunale. Forse è meglio chiarirlo una volta per tutti: il Comune non è un piazzista. Le istituzioni che governano e amministrano un territorio, in generale, non lo sono.
Rimaniamo esterrefatti da quanto riporta il gruppo consiliare La Comune nell’interrogazione rivolta al sindaco circa l’organizzazione dell’accoglienza a seguito del caso Grattacielo.
Nello specifico, la Consigliera Anna Zonari chiede se il Comune stia valutando strumenti straordinari e se stia valutando o abbia già avviato l’attivazione di convenzioni temporanee con alberghi, residence o altre strutture ricettive, prevedendo una copertura diretta o parziale dei relativi costi in favore delle persone evacuate che, pur non rientrando ordinariamente in situazioni di disagio sociale, si trovino nello straordinario evento in atto nell’impossibilità di sostenere autonomamente una sistemazione abitativa alternativa per un periodo prolungato.
Ammessa la piena solidarietà del Comune verso i residenti e i nuclei familiari della Torre B del Grattacielo, prontamente sfollati a seguito dell’incendio avvenuto nel vano contatori la scorsa domenica notte, riteniamo altrettanto importante e opportuno non creare strani e contorti precedenti per una amministrazione comunale.
Partiamo da un presupposto: i soldi pubblici servono per finalità pubbliche. I soldi pubblici sono serviti e sono stati messi in campo in un primo momento di emergenza. L’emergenza che tutti noi abbiamo visto in queste ore, in questi giorni: dando ai residenti che non avessero soluzioni alternative un tetto e un giaciglio al Palapalestre, garantendo pasti e assistenza. Offrendo una mediazione linguistica affinché tutti potessero comprendere, anche chi non comprende bene l’italiano.
Si è fatto di più, considerando le situazioni di fragilità. Il Comune si è per questo impegnato a venire incontro ai residenti sfollati, intervenendo in situazioni particolari o straordinarie mediante la rete di assistenza sociale locale.
A chi tende per distrazione a scordare o con convinzione a negare l’evidenza, dobbiamo ricordarlo: il Grattacielo non è una struttura pubblica, è un condominio. Un complesso immobiliare dove più persone sono comproprietarie, quindi responsabili, di parti comuni, impianti inclusi.
Per questo, a fronte di un intervento straordinario e incessante, che da giorni sta convogliando risorse economiche, sforzi e uomini sul Grattacielo, sentire parlare di hotel lascia esterrefatti. Una follia, un insulto verso le istituzioni. Una palese disparità di trattamento verso chi, invece, cittadino, gestisce il proprio privato da buon padre di famiglia. Una simile scelta, soprattutto, creerebbe un precedente difficilmente sostenibile per future emergenze private.
Quello che più spiace, in casi come questo, è che l’opposizione è subito pronta a puntare il dito, etichettandoci come degli insensibili di fronte al dramma di tante persone. Credo serva più obiettività e meno, molta meno pretestuosità di fronte a situazioni come queste. E indubbiamente più rispetto per le istituzioni che rappresentiamo.
*Gruppo Civica Fabbri
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