Bondeno
15 Gennaio 2026
Dopo la replica di Saletti e Vincenzi, l’esponente dell’opposizione ribadisce: "Bene i progetti futuri, ma sicurezza e decoro vanno garantiti subito nel Quartiere del Sole"

Ex Girasole, Corradi incalza il Comune: “Il problema non è il bando, è il degrado di oggi”

di Redazione | 2 min

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Bondeno. Sull’area ex Girasole la polemica politica non si spegne. Dopo l’intervento del sindaco Simone Saletti e dell’assessore Marco Vincenzi, che hanno rivendicato la candidatura dell’area a un bando nazionale come soluzione al degrado, arriva la controreplica di Tommaso Corradi, che riporta il confronto su un piano più immediato: quello della gestione quotidiana e delle responsabilità attuali dell’Amministrazione.

Corradi esordisce prendendo atto della posizione della Giunta, ma chiarisce subito che il nodo della questione non è il futuro dell’area. “È bene però fare chiarezza per non confondere i piani: qui nessuno mette in discussione l’opportunità di reperire fondi o la validità del progetto futuro”. Un passaggio che serve a sgombrare il campo da equivoci e a ricordare come anche l’opposizione abbia sostenuto, in passato, scelte decisive. “È necessario ricordare che l’opposizione stessa, nel 2023, ha votato favorevolmente all’acquisizione dell’area da parte del Comune proprio per porre fine allo stato di abbandono post-fallimentare”.

Il punto, secondo Corradi, è un altro e riguarda il presente. “Tuttavia, amministrare significa gestire il presente. Il problema non è il bando, è il degrado di oggi”. Mentre il Comune attende gli esiti delle graduatorie ministeriali, l’ex Girasole resta, a suo dire, una ferita aperta nel Quartiere del Sole: “Mentre l’Amministrazione attende l’esito delle graduatorie romane, l’immobile rimane esposto a insicurezza e degrado”.

A supporto delle proprie affermazioni, Corradi richiama la situazione documentata: “Le foto parlano di una realtà che non aspetta i “tempi tecnici”: ci sono accessi liberi in una struttura fatiscente che espone a rischi chiunque vi si avventuri, bivacchi e rifiuti che trasformano un bene pubblico in una discarica a cielo aperto”. Un quadro che viene definito senza mezzi termini “un’immagine di incuria che offende l’intero quartiere e la città”.

Da qui l’affondo politico: “Candidare un progetto a un bando non esime il Comune, in quanto proprietario dal 2024, dal dovere di mettere in sicurezza l’area immediatamente”. Secondo Corradi non servirebbero interventi onerosi né risorse straordinarie: “Non servono milioni di euro per recintare adeguatamente, chiudere gli accessi e pulire l’area dai rifiuti accumulati”. Ciò che manca, afferma, è “la volontà politica di non rassegnarsi a vedere un pezzo di Bondeno andare in rovina in attesa di una risposta da Roma”.

Pur ribadendo l’attenzione sul progetto futuro, l’esponente dell’opposizione fissa una linea netta: “Vigileremo con estrema attenzione sulla realizzazione del polo sanitario, ma la sicurezza e l’igiene pubblica sono diritti dei cittadini che vanno garantiti ora”.

E conclude con un messaggio diretto all’Amministrazione: “La risposta al degrado non può essere un modulo inviato a un ministero. La risposta deve essere un intervento immediato di decoro e sicurezza. Bondeno non può più aspettare”.

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