Economia e Lavoro
15 Gennaio 2026
A Ferrara associazioni, legali e istituzioni tracciano il bilancio e chiedono equità, trasparenza e risarcimenti concreti

Ex azionisti Carife: nove mesi di sportello e nuove prospettive

di Redazione | 5 min

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Mercoledì 14 gennaio nella Sala Arengo del Comune di Ferrara Riccardo Forni (Ferrara Civica Culture), Milena Zaggia (Fir Fondo Indennizzo Risparmiatori), Patrizio Miatello (associazione da Onara Giustizia Risparmiatori), Massimo Cerniglia e Alessandro Caponi (legali di Roma) e Rosario Trefiletti (Centro Consumatori Italia, presidente nazionale da remoto), hanno incontrato giornalisti e cittadini per un bilancio dei nove mesi di attività dello Sportello Civico Interruzione Prescrizione ex azionisti Carife e anticipare le attività per il 2026.

“Come associazioni impegnate per il pieno rispetto dei diritti dei risparmiatori continueremo a promuovere ogni iniziativa per ottenere trasparenza e risarcimenti equi chiedendo alle istituzioni di agire per ricostruire la fiducia dei cittadini nel Sistema Paese e nelle istituzioni”. Con queste parole Riccardo Forni ha aperto la conferenza stampa sottolineando poi gli obiettivi 2026: “Equi risarcimenti, trasparenza nella gestione del Fir e del fondo di 150 milioni di euro pubblici stanziato da Banca d’Italia a tutela dei contenziosi Carife”.

Una richiesta di attenzione a un problema di forte rilevanza sociale consegnata a fine anno 2025 al Comune di Ferrara che ha prontamente risposto con il sindaco Alan Fabbri condividendo l’istanza di collaborazione e sostegno, per valutare le formule più efficaci e coerenti con i valori della solidarietà sociale, della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e della tutela dei diritti e della dignità della persona, valorizzando l’iniziativa civica e l’impegno delle formazioni sociali operanti sul territorio.

“Oggi – fanno eco Zaggia e Miatello – grazie al lavoro fatto dalle associazioni e con l’ascolto attivo dei senatori Zanettin, Balboni, Lotito e onorevole Giorgianni, il Governo con il comma 762 della legge di Bilancio 2026 ha accolto le nostre richieste, riaperto i termini per l’accesso al Fondo Indennizzo Risparmiatori, stanziato un fondo complessivo di 80 milioni di euro: 20 milioni nel 2026 e 30 milioni per ciascuno degli anni 2027 e 2028 per i risparmiatori coinvolti nei crac bancari che avevano presentato domanda nei termini tra il 2019 e il 2020 ma si erano visti respingere l’istanza. Un segnale positivo – pur limitato – che ora deve concretizzarsi con procedure chiare, eque, fattibili”.

“La cosa più importante che devono sapere i cittadini – ha ricordato Patrizio Miatello – è che tutto questo è possibile perché si utilizzano risorse dai conti dormienti in maturazione che non gravano sulla fiscalità generale”.

Una proposta fatta, prima in Italia, dalla veneta Associazione da Onara Giustizia Risparmiatori e accolta dalla politica. “Significa una cosa semplice – spiega Miatello – per aiutare i risparmiatori non si è chiesto nulla ai contribuenti, si utilizzano fondi di natura privata destinati per legge a finalità restitutive sociali”.

“Ora – prosegue Zaggia – serve un ulteriore atto di responsabilità della politica verso tutti i risparmiatori delle banche risolte per DL 2015 e 2017 vittime dell’azzeramento del valore dei propri titoli con un intervento legislativo ad hoc che confermi l’utilizzo dei 3 miliardi che si rendono disponibili dai conti dormienti maturati da destinare a due azioni di carattere sociale con procedure atte a evitare il ricorso a contenziosi legali. La prima, un ulteriore risarcimento fino al 95% del valore dell’importo d’acquisto compresa rivalutazione e interessi. La seconda, la riapertura dei termini per coloro che non hanno rispettato la scadenza – a causa del blocco attività per la pandemia Covid – per presentare domanda nei termini previsti, una condizione che, nel caso di Carife, coinvolge circa diecimila persone”.

E proprio mentre si era in conferenza stampa è giunta la notizia che i senatori Zanettin di Forza Italia e il relatore Sallemi di Fratelli d’Italia hanno bloccato al Senato, congelandolo, il Disegno Legge 978/2023, che prevede l’intimazione di pagamento emessa dall’avvocato del credito senza intervento del giudice, con un alto rischio d’impatto sfavorevole su milioni di consumatori; una scelta che conferma la capacità delle associazioni che avevano posto il problema di farsi ascoltare dalla politica ponendo temi di equità.

L’avvocato Massimo Cerniglia, esperto di diritto bancario, finanziario e dei consumatori ha anticipato aspetti degli scenari possibili per le attività del 2026 partendo da possibili cause “pilota” in funzione del profilo dei risparmiatori azzerati per arrivare a soluzioni giuridicamente valide per ridurre il ricorso alla magistratura e garantire percorsi trasparenti con proposte guidate da principi di equità fondamentali per ristabilire fiducia. “La lotta per ottenere giustizia non può, infatti, costringere persone e famiglie, già provate, a dover ricorrere a plurime e collettive battaglie giudiziarie, propiziate dalla sentenza n. 33416/2023 della Suprema Corte di Cassazione che riconoscono la legittimazione passiva degli altri istituti di credito che hanno acquistato le banche risolte. Non si tratta solo di denaro, ma di un dovere verso chi ha subito un torto evidente per ristabilire la dignità sottratta. Serve un ulteriore sforzo di attenzione e responsabilità del Governo, del Parlamento tutto e delle istituzioni locali per dare risposte concrete e rimediare all’errore fatto dal Governo nel 2015 e alle dimenticanze degli anni successivi”.

Un approccio fatto proprio e sollecitato da Rosario Trefiletti, presidente del Centro Consumatori Italia che, collegato da Roma, ha ribadito: “È necessario un intervento legislativo quadro. Una risposta legislativa e finanziaria per ristabilire equità e pace civile compromessa dalle scellerate scelte del 2015 è, oggi, ancora evidente. Un’azione nazionale e locale indirizzata alle migliaia di piccoli risparmiatori, che a dieci anni di distanza dai fatti sono in evidenti difficoltà acuite anche dai generalizzati aumenti dei costi di questi anni e che mostra ancora i suoi effetti negativi su realtà economiche deboli come Ferrara. Sono atti fondamentali di responsabilità politica e sociale per ristabilire fiducia dei cittadini e credibilità del sistema bancario, duramente compromessa negli ultimi anni”.

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