Cronaca
15 Gennaio 2026
Una 50enne ferrarese a processo con l'accusa di stalking. Avrebbe scritto e lasciato tredici bigliettini persecutori sul parabrezza dell'auto di lui e nelle buchette della posta

Lettere minatorie al compagno e ai familiari: “Pagate i debiti”

di Davide Soattin | 2 min

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Nonostante la richiesta formulata nell'atto di appello dalla pm Isabella Cavallari e dalla parte civile, la Procura generale della Corte d'Appello di Bologna ha ritenuto non necessario disporre la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale nel processo a carico di Roberto Ferrari, 75 anni, e Gabriele Guardigli, 66 anni

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Da un lato la richiesta di non luogo a procedere avanzata dalla difesa, dall'altro quella di rinvio a giudizio formulata dalla Procura di Ferrara e dalle parti civili. È il riassunto di quanto accaduto ieri (14 gennaio) durante l'udienza preliminare del processo a carico di don Francesco Pio Morcavallo, 46enne parroco di Cologna, accusato di omicidio colposo per la tragica fine di Carlo Alberto Buzzoni

Avrebbe scritto a mano oltre una decina di bigliettini – tredici in totale – per minacciare e ricattare il compagno convivente e i familiari di lui, vale a dire i due genitori, il fratello e la sorella. Per questo una donna italiana di 50 anni, residente in un Comune della provincia di Ferrara, è stata rinviata a giudizio con l’accusa di stalking.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i fatti sarebbero avvenuti tra marzo e novembre 2023.

In tutto, la Procura contesta alla 50enne nove episodi. Nove episodi in cui l’imputata avrebbe fatto trovare dei biglietti anonimi nella buchetta dell’abitazione in cui viveva con il fidanzato, o sul parabrezza dell’auto di lui, o ancora l’abitazione dei genitori dell’uomo. In alcuni casi – sempre stando all’iniziale prospetto accusatorio – sarebbe stata lei stessa, in qualità di presunta parte offesa, a denunciare il fatto ai carabinieri.

Il contenuto dei biglietti era sostanzialmente sempre lo stesso, incentrato su presunti debiti legati a lavori e a questioni di gioco che la donna attribuiva al compagno e ai familiari. Nei testi, tra l’altro, si leggono frasi come: “Quando vi impegnerete a pagare i debiti dei vostri familiari?“, “Avete il coraggio di parlare, pagate tutto e poi attenzione“, “Ora basta, dovete pagare tutto e tutti, avete osato con le persone sbagliate, attenzione ai vecchi, alle mogli e ai figli” e “Basta, tu sai bene a chi devi soldi e per cosa, gioco e lavori mai pagati”.

Un’escalation di comportamenti che, secondo il quadro ricostruito dagli inquirenti, avrebbe generato nelle vittime un perdurante stato di ansia e paura, tanto da spingerle a rivolgersi ai carabinieri per denunciare l’accaduto. Le indagini, avviate subito dopo le denunce, hanno permesso di ricostruire la condotta della donna, fino alla sua identificazione e al rinvio a giudizio.

Ieri infatti, 14 gennaio, il gup Marco Peraro del tribunale di Ferrara ha disposto il rinvio a giudizio della 50enne, accusata di atti persecutori nei confronti del compagno convivente e dei familiari di lui. Il processo arriverà in aula il 16 marzo.

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