Cento. Imputazione coatta per Francesca Caldarone, la 42enne capogruppo di Fratelli d’Italia a Cento, accusata di diffamazione aggravata nei confronti di Carlotta Gaiani, attuale assessora al Bilancio della giunta Accorsi. È quanto ha deciso il gip Marco Peraro del tribunale di Ferrara, dopo l’opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Ferrara che, in prima battuta, aveva ritenuto le parole pronunciate dall’esponente di centrodestra giustificate dall‘esercizio del diritto di critica politica.
Il fatto risale allo scorso 1° marzo, quando Caldarone – come riportato nella querela sporta il 27 marzo dalla persona offesa – avrebbe diffamato Gaiani tramite la diffusione di un comunicato stampa in cui le attribuita la corresponsabilità del disavanzo di circa 600.000 euro della società Ente Territorio Fiera e manifestazioni Srl, già interamente partecipata dal Comune di Cento e dichiarata in liquidazione giudiziale dal tribunale di Ferrara con sentenza del 24 luglio 2023.
In un primo momento, la Procura aveva chiesto l’archiviazione dell’inchiesta, ritenendo che le dichiarazione della capogruppo di FdI rientrassero nell’esercizio del diritto di critica politica. Una valutazione che non ha trovato condivisione nel giudice per le indagini preliminari, che ha invece accolto l’opposizione proposta da Gaiani, la quale sosteneva la “mancanza della verità del fatto storico su cui il giudizio critico viene fondato“.
Secondo il giudice, infatti, risulta che Gaiani “non abbia contribuito a creare il disavanzo di 600.000 euro della società, avendo ricoperto la carica di presidente del consiglio di amministrazione della stessa solo per un semestre, e in particolare dalla costituzione della società fino al 3 giugno 2015. Sino a tale data – sottolinea il gip – la società non era in dissesto, avendo appena iniziato ad operare”.
Le affermazioni di Caldarone, pertanto, “non sono supportate dalla verità storica di quanto affermato” e presentano “una indiscutibile attitudine lesiva per l’onore e l’immagine della querelante“, indicata come corresponsabile della cattiva gestione di una società pubblica.
Alla luce di queste considerazioni, il gip ha disposto la restituzione degli atti al pubblico ministero titolare dell’inchiesta, ordinandogli di formulare l’imputazione coatta nei confronti di Francesca Caldarone entro dieci giorni, con l’accusa di diffamazione aggravata.
Per l’avvocato Fabio Anselmo, che assiste Carlotta Gaiani, a pochi mesi dal referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo, la decisione del tribunale rappresenta “l’ennesima prova per il senatore Alberto Balboni che smentisce l’esigenza della separazione delle carriere“.
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