Bondeno
14 Gennaio 2026
L'indagine "Vite invisibili" di Greenpeace su una struttura della provincia denuncia gravi violazioni del benessere animale e potenziali rischi sanitari lungo la filiera

Inchiesta shock: cannibalismo e topi nell’allevamento di suini a Bondeno

di Redazione | 2 min

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Bondeno. Cannibalismo tra maiali, animali feriti lasciati senza cure, carcasse in decomposizione a contatto con suini vivi e una massiccia infestazione di ratti. È il quadro allarmante che emerge da “Vite invisibili“, il nuovo report di Greenpeace Italia che accende i riflettori su un allevamento intensivo di suini a Bondeno, di proprietà della società agricola Allevamenti Cascone e collegato al Gruppo Veronesi attraverso contratti di soccida.

Le immagini e i video, acquisit tra agosto e settembre 2025 e verificati anche con il supporto di esperti veterinari e legali, mostrano condizioni definite critiche dal punto di vista del benessere animale e della sicurezza sanitaria. Nei capannoni dell’allevamento sono stati documentati numerosi episodi di aggressività tra i maiali, con animali feriti, lacerazioni alle orecchie e alle code e casi evidenti di stress che, secondo Greenpeace, avrebbero portato a fenomeni di cannibalismo. In almeno un caso, un suino morto è stato lasciato nel box e altri animali hanno iniziato a divorarne le interiora.

Ancora più grave, secondo l’associazione ambientalista, è la presenza di carcasse abbandonate nei corridoi e all’interno dei box, alcune in avanzato stato di decomposizione e a diretto contatto con i maiali vivi, destinati poi alla filiera alimentare. Un segnale, sottolinea l’esperto veterinario consultato, di una gestione gravemente carente, visto che in allevamenti correttamente condotti la mortalità dei suini svezzati dovrebbe essere prossima allo zero.

A questo si aggiunge una diffusa infestazione di ratti, filmati mentre si muovono all’interno dei box e vicino alle mangiatoie. Le immagini mostrano anche carcasse di roditori lasciate a terra e la presenza di esche dorenticide sparse nei corridoi, in violazione delle norme di sicurezza. Una situazione che, secondo Greenpeace, aumenta il rischio di contaminazioni e zoonosi sia per gli animali sia per i lavoratori.

Il report richiama infine l’attenzione sugli impatti ambientali dell’allevamento: la struttura di Bondeno risulta tra le maggiori emettitrici di ammoniaca in Italia, collocandosi ai primi posti del registro europeo delle emissioni, con effetti rilevanti sulla qualità dell’aria e sull’ambiente circostante.

Secondo Greenpeace, quanto documentato non rappresenta un caso isolato ma l’ennesima dimostrazione delle criticità strutturali del modello degli allevamenti intensivi, i cui costi ambientali e sanitari ricadono sulla collettività, mentre i profitti si concentrano nelle mani di pochi grandi gruppi industriali.

Nessuna replica al momento dall’azienda coinvolta, che non è stato possibile contattare telefonicamente.

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