Attualità
14 Gennaio 2026
Oltre 200 cittadini hanno contribuito con oltre 5.000 euro a sostegno dei progetti di pace

Obiezione alle spese militari: a Ferrara cresce l’adesione alla campagna Osm 2025

di Redazione | 2 min

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Si chiude a Ferrara la campagna 2025 di Obiezione alle Spese Militari (Osm) con un bilancio in crescita sia in termini di partecipazione che di contributi economici. “A Ferrara, nel ventunesimo anno della nostra Campagna di obiezione alle spese militari registriamo 205 adesioni per un totale di 5.060 euro di contributi di pace”, si legge nel comunicato diffuso dalla Rete Lilliput locale.

La campagna, promossa da Lega Obiettori di Coscienza (Loc), Lega Disarmo Unilaterale (Ldu), Disarmisti esigenti e Wilpf Italia, si inserisce in un contesto nazionale segnato da una forte crescita della spesa militare. Secondo i dati riportati, “la spesa per il riarmo supera i 32 miliardi di euro e aumenta di oltre il 20% rispetto alle ultime due leggi di bilancio. Nel 2026 arriverà a 32,4 miliardi, con una crescita di oltre 1,1 miliardi rispetto al 2025. In dieci anni la spesa militare è cresciuta di 12,5 miliardi (+63,8%). Mai come oggi l’Italia investe così tanto in armamenti e così poco in diritti”.

Ogni anno i cittadini che aderiscono alla campagna inviano i moduli al Presidente della Repubblica per chiedere “la riduzione delle spese militari a favore di quelle sociali, il riconoscimento legale della opzione fiscale che dia la possibilità ai cittadini di indirizzare le proprie tasse verso la costruzione di una difesa alternativa civile e nonviolenta, il cambiamento del sistema di difesa offensivo realizzando una struttura per la difesa civile non armata”.

In attesa di una legge che consenta di agire direttamente tramite la dichiarazione dei redditi, gli obiettori anticipano le somme che vorrebbero destinare a progetti di pace. La cifra raccolta a Ferrara “è stata appena inviata, come da anni, alla Fondazione Alexander Langer Stiftung-Onlus per il sostegno al progetto ‘Adopt Srebrenica’ che da dopo il conflitto nei Balcani agisce per il recupero della memoria del genocidio e per ristabilire le relazioni ‘umane’ tra le persone delle diverse etnie”.

Il comunicato sottolinea come “il difficile lavoro dei reduci di Srebrenica dovrebbe ricordarci che oltre l’orrore della guerra c’è un dopo che è altrettanto spaventoso”. La raccolta di contributi, pur modesta, testimonia la volontà degli obiettori: “È diventata essenziale per il mantenimento dell’attività di Adopt Srebrenica” e permette “ai ragazzi superstiti di Srebrenica di continuare la loro difficile opera di ricostruzione del tessuto sociale devastato dalle guerre etniche, attraverso il lavoro ‘Centro di documentazione della memoria’”.

Per informazioni è disponibile la mail di riferimento: davide.scaglianti@alice.it

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