Politica
13 Gennaio 2026
I dem ribadiscono che il nodo resta il definanziamento nazionale del Ssn e chiedono che sul caso del Delta si attenda l'accertamento delle responsabilità

Sanità, Pd a Forza Italia : “Respingiamo l’uso politico del dolore”

di Redazione | 3 min

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Quando si parla di ricerca, si parla di strutture, competenze e persone. Gli ordini del giorno non tengono aperti i laboratori e non sostituiscono i finanziamenti strutturali. È, piuttosto, un esercizio di autoassoluzione

“Forza Italia è intervenuta nel dibattito aperto dal Partito democratico ferrarese sul tema della sanità, richiamando alcune questioni locali. Temi legittimi, che tuttavia non possono essere utilizzati per eludere la questione politica centrale che abbiamo posto e che continua a rimanere senza risposta”. Con queste parole, Elisa Galuppi e Giuseppe Lagrasta di Missione salute e welfare del Pd rispondono all’intervento degli esponenti di Fi.

I dem sottolineano che “i tagli alla sanità non nascono oggi e hanno radici lontane” e ricordano come “solo l’emergenza Covid abbia giustamente determinato un’inversione di tendenza, con un aumento degli investimenti nel Ssn”. Una fase che però, secondo il Pd, “non è stata confermata: dal 2022, con il governo attualmente in carica, il rifinanziamento della sanità pubblica non è stato reso strutturale”. Una scelta che, si legge ancora nel comunicato, “ha penalizzato in modo particolare le Regioni, che, come l’Emilia-Romagna, hanno storicamente investito di più e garantito un livello più alto di servizio ai cittadini”.

Il comunicato riconosce che “le criticità del sistema sanitario esistono e vanno affrontare con serietà”. Allo stesso tempo viene ribadito che “la sanità dell’Emilia-Romagna è riconosciuta a livello nazionale per la qualità di molti suoi servizi, come attestano dati e analisi di fonti autorevoli (Istat o Corte dei Conti) e proprio per questo non può essere considerata intoccabile né sottratta a un lavoro continuo di miglioramento”. Per il Pd, infatti, “riconoscerne il valore non significa metterla al riparo dal cambiamento, ma assumersi la responsabilità di renderla sempre più adeguata ai bisogni delle persone”.

Galuppi e Lagrasta chiariscono poi che “questo non significa negare la necessità di riorganizzare e ristrutturare anche il Servizio sanitario regionale, ma ribadiscono che “non i può scorporare il focus locale da quello nazionale: molte delle difficoltà che oggi si manifestano nei territori sono la conseguenza diretta di una scelta politica precisa, quella di non sostenere in modo adeguato il Servizio sanitario nazionale, lasciando che la sanità pubblica venga progressivamente indebolita”.

A sostegno di questa tesi vengono richiamate “analisi autorevoli, come quelle della Fondazione Gimbe”, che mostrano come l’indebolimento del sistema “si traduca in liste di attesa sempre più lunghe, in un numero crescente di persone costrette a rinunciare alle cure o a sostenerne i costi, e in una spesa sanitaria privata che ormai ha superato i 40 miliardi di euro l’anno”. Il quadro futuro viene definito “preoccupante”, perché “il finanziamento previsto per i prossimi anni rischia di non essere sufficiente a garantire la qualità delle cure, l’accesso alle innovazioni terapeutiche e l’utilizzo di farmaci ad alto costo, con conseguenze dirette sull’equità del sistema”.

Nel passaggio dedicato al confronto politico, il Pd osserva che “richiamare responsabilità di stagioni precedenti può forse alimentare la polemica, ma non contribuisce a fornire risposte concrete ai bisogni delle persone”. Le questioni locali, precisano, “esistono, hanno dignità e meritano di essere affrontate con serietà, senza semplificazioni né strumentalizzazioni”. Per questo, “di fronte a vicende gravi come quella che ha coinvolto il centro di Pma del Delta, riteniamo necessario attendere il pieno accertamento delle responsabilità, respingendo ogni uso politico del dolore delle persone coinvolte”.

Poi i firmatari si allargano al contesto sociale: “Oltre 6 milioni di cittadini rinunciano a curarsi, 4 milioni di lavoratrici e lavoratori sono pagati meno di 9 euro l’ora, la pressione fiscale è al 42,8%, le bollette del gas sono aumentate del 28% e l’8,4% delle famiglie vive in povertà assoluta”. È “dentro questa realtà”, conclude il Pd, che “la sanità pubblica deve tornare a essere una priorità politica nazionale, è questo il punto centrale che oggi non possiamo permetterci di perdere di vista”.

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