Le misure messe in campo dal Comune per contrastare degrado, rumori e problemi di sicurezza legati alla movida notturna finiscono sotto la lente del Movimento 5 Stelle, che ha presentato un’interrogazione consiliare sulle condizioni di vivibilità in via Arianuova e nelle altre aree cittadine più esposte al fenomeno.
Al centro dell’atto ispettivo c’è l’efficacia del servizio di Street Tutor, attivato in particolare nei pressi della discoteca College, dopo segnalazioni di schiamazzi, danneggiamenti e perfino aggressioni. Secondo quanto riportato anche della stampa locale e testimoniato dai residenti, la presenza degli operatori non avrebbe però prodotto miglioramenti concreti. Anzi, i cittadini parlano di presidi saltuari e collocati in punti poco strategici: “Si vedono solo a inizio serata, quando va bene. In altri casi non ci sono proprio, ed è come non averli”.
Nell’interrogazione, il M5S richiama esperienze adottate in altre città, dove le discoteche insistono in aree abitate e dove le amministrazioni hanno scelto di affiancare alla vigilanza un percorso di partecipazione diretta dei residenti. Un modello che, secondo i firmatari, consentirebbe di prevenire conflitti e ridurre il disagio acustico, anziché limitarsi a un controllo formale.
Viene inoltre citata una sentenza della Corte di Cassazione che chiarisce come il Comune abbia il dovere di intervenire per evitare immissioni sonore intollerabili, anche quando provengano da luoghi pubblici come le strade, pena la possibilità di essere chiamato a risarcire i danni subiti dai cittadini.
L’atto ripercorre anche l’iter amministrativo che ha portato all’affidamento del servizio di Street Tutor alla società SecurFox Investigazioni e Sicurezza, unica a rispondere all’avviso pubblico del 2024. L’incarico, inizialmente previsto per il 2025, è stato poi esteso per coprire nuove zone della città interessate dalla movida e, con una recente libera di giunta, prorogato fino a giugno 2026. Un passaggio che solleva interrogativi politici, soprattutto in vista del nuovo bando biennale, dal valore complessivo di quasi un milione di euro. Per il M5S, senza un cambio di approccio, il rischio è di replicare “lo stesso livello di inefficacia” già riscontrato.
Tre, in sintesi, i quesiti posti all’Amministrazione ferrarese: quale coinvolgimento concreto dei residenti si intenda attivare e come si voglia rinegoziare il servizio nei mesi di proroga; quali strumenti di partecipazione preventiva saranno messi in campo prima dell’affidamento del nuovo appalto biennale; quali politiche educative e preventive, oltre alla mera vigilanza, si vogliano adottare nei confronti dei gruppi giovanili che alimentano il fenomeno della movida.
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