Cronaca
13 Gennaio 2026
Un 25enne italiano è finito in carcere per maltrattamenti e lesioni personali. La Procura indaga l'uomo anche per atti sessuali con minore convivente

Venduta in sposa a 14 anni, trovata per strada col volto tumefatto

di Davide Soattin | 3 min

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Apertura di un'inchiesta per incendio colposo - al momento contro ignoti - e sequestro del locale contatori, da cui sarebbero partite le fiamme. Sono le prime due mosse che il pm di turno Stefano Longhi della Procura di Ferrara ha deciso per individuare le cause del rogo che, poco prima delle 4 di domenica 11 gennaio, ha reso necessaria l'evacuazione completa della torre B del Grattacielo di via Felisatti

Prima le botte. Un pestaggio brutale, caratterizzato da una violenza inaudita. Poi la fuga disperata in strada, nel gelo della notte, a piedi scalzi, urlando alla ricerca di aiuto. Infine il salvataggio da parte di una donna che, vedendola vagare con il volto tumefatto, non ha esitato e ha immediatamente telefonato ai carabinieri.

È una storia che fa letteralmente gelare il sangue quella che arriva dalla provincia dove, durante la nottata tra sabato 10 e domenica 11 gennaio, una ragazza di appena 14 anni di origine est europea sarebbe stata malmenata dal compagno convivente, un 25enne di nazionalità italiana, a cui la madre l’aveva a tutti gli effetti ‘venduta’ dietro la corresponsione di una somma di denaro, in una sorta di matrimonio combinato, ovviamente senza che l’unione coniugale tra i due fosse mai stata ufficialmente sancita da alcun tipo di atto.

Ma andiamo per gradi. Secondo una prima ricostruzione, resa possibile dal racconto fatto dalla ragazza agli inquirenti, su cui ora si stanno effettuando gli accertamenti necessari, tutto avrebbe avuto inizio lo scorso novembre, quando madre e figlia arrivano in Puglia. È lì che la donna avrebbe incontrato un intermediario a cui avrebbe ceduto la figlia per soldi. Trattata come merce di scambio da chi avrebbe dovuto aiutarla a crescere, la 14enne sarebbe stata quindi successivamente trasferita nel Ferrarese per iniziare la convivenza col 25enne che due notti fa è stato arrestato per aver alzato le mani su di lei, ferendola in maniera seria.

All’origine dell’aggressione ci sarebbero stati motivi di gelosia. Tra le mura di casa, il ragazzo, che era ubriaco, avrebbe colpito ripetutamente la giovane, fino a quando lei non è riuscita a fuggire. La donna che l’ha notata per strada l’ha trovata in videochiamata con alcuni parenti, che successivamente l’hanno aiutata a parlare con i carabinieri, dal momento che la giovane non conosceva la lingua italiana. Successivamente, la ragazza ha deciso di sporgere denuncia contro l’uomo, raccontando che non era la prima volta che il 25enne la picchiava.

Soccorsa dai militari del 112 intervenuti e trasportata al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna di Cona, la ragazza è attualmente ricoverata: i medici hanno stabilito una prognosi di trenta giorni per le ferite riportate.

L’uomo invece è in carcere con la duplice accusa di maltrattamenti e lesioni personali, ma risulta essere indagato anche per atti sessuali con minore convivente. Nonostante la ragazza abbia riferito agli investigatori di aver avuto rapporti sessuali con il compagno senza alcuna costrizione, infatti, per la legge italiana la relazione con una minore di sedici anni configura comunque un reato. Per tutti e tre i capi d’accusa, la Procura di ha chiesto la custodia cautelare in carcere, sulla quale dovrà pronunciarsi il gip durante l’udienza di convalida.

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