I numeri di chi sceglie la dieta vegetariana sono sempre più importanti. Solo in Italia, parliamo di un range compreso fra il 7 e il 9% della popolazione (fonte: dati Eurispes relativi al 2023-2024).
I motivi sono diversi e chiamano in causa l’etica, così come il desiderio di seguire un regime alimentare più salutare.
Alla base di tutto deve esserci un metodo: iniziare a seguire un’alimentazione vegetariana per moda, pensando di poter cambiare abitudini da un giorno con l’altro e senza l’aiuto di un professionista è un errore e un modo per aprire la porta a rischi importanti per la propria salute.
Ecco qualche consiglio pratico per approcciarsi al cambiamento in maniera intelligente.
La scelta del professionista giusto
Può sembrare scontato, ma in un’era in cui i social vengono usati spesso senza etica, proponendo servizi senza le giuste qualifiche alla base, è fondamentale ribadirlo: fare attenzione alla scelta del professionista a cui affidarsi è basilare.
Se possibile, è il caso di rivolgersi a un dietologo, ossia a un medico con successiva specializzazione in Scienze dell’Alimentazione. In questo modo si va sul sicuro sia per quanto riguarda la preparazione, sia nei casi in cui dovesse esserci la necessità di prendere dei farmaci.
Rivolgendosi a un medico, inoltre, si può stare tranquilli anche per quanto riguarda gli esami a cui sottoporsi per individuare eventuali carenze.
Gradualità prima di tutto
Chi per tanti anni è stato abituato a consumare grandi quantità di carne può trovare tutto tranne che semplice eliminarla da un giorno all’altro.
La gradualità in questi casi è preziosa (non dimentichiamo, infatti, che il cibo è anche piacere oltre che strumento per il sostegno fisico e che privarsi di tale aspetto in maniera repentina è deleterio).
Essenziale è, a piccoli passi, abituare il palato a piatti che non la contengono: ciò vuol dire, per esempio, insaporire i sughi con additivi a base di verdure (i dadi vegetali Alpenpur, uno dei marchi di riferimento per chi ama l’alimentazione naturale, sono un’alternativa eccellente soprattutto per la qualità delle materie prime).
Ogni giorno si porta a casa uno step in più, eliminando la presenza della carne o dei suoi derivati da un pasto. Un altro consiglio? Per chi ha l’abitudine di fare la colazione salata stile USA, togliere la fetta di pancetta che si consuma, anche solo una volta al mese, insieme con le uova può fare una grande differenza.
Attenzione al sale
Molti sostituti della carne sono caratterizzati da un apporto eccessivo di sale. Ricordati sempre di leggere l’etichetta: quando il contenuto supera gli 1,5 grammi per 100 grammi di prodotto, i livelli sono tutto tranne che salutari.
La varietà è essenziale
Uno dei cambiamenti più grandi che caratterizzano la quotidianità di chi si approccia alla dieta vegetariana – e, molto spesso, lo fa con l’intenzione di diventare poi vegano – riguarda l’aumento del consumo di cereali.
Per rendere il tutto davvero funzionale alla salute, è basilare variare il più possibile questi alimenti.
Il focus esclusivo sul frumento? Meglio di no! Nel piatto dovrebbero esserci, a rotazione, tutti i cereali, dalla segale al teff.
La stessa regola vale per i legumi; ottima fonte proteica alternativa alla carne, hanno peculiarità che impattano in maniera diversa sul benessere.
Un esempio su tutti? Confrontando lenticchie e fagioli, si può parlare di maggior ricchezza in fibre per i secondi.
Il singolo legume, inoltre, è presente in natura in diverse tipologie. Guardando ancora una volta al caso dei fagioli, ricordiamo che quelli rossi si contraddistinguono per il fatto di essere particolarmente ricchi di pigmenti vegetali antiossidanti.
Corso di cucina? Sì, grazie!
Consiglio finale per approcciarsi in maniera sana e graduale all’alimentazione vegetariana è seguire un corso di cucina, meglio se particolarmente verticalizzato.
Per citare due fra le tante alternative possibili, ricordiamo i percorsi dedicati al finger food o ai risotti vegetariani.
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