Wu Ming 2 presenta “Mensaleri” al Libraccio
Mercoledì 14 gennaio la libreria Libraccio ospita presso la sala dell’Oratorio San Crispino la presentazione del libro “Mensaleri”
Mercoledì 14 gennaio la libreria Libraccio ospita presso la sala dell’Oratorio San Crispino la presentazione del libro “Mensaleri”
Mercoledì 14 gennaio il Teatro Comunale Claudio Abbado ospita "Colmi di figure. Esercizi con Elsa Morante". L’incontro si terrà anche il 18 marzo
Proseguono i mercoledì in compagnia delle "Belle Storie" per bambini dai 3 agli 8 anni, alla biblioteca Luppi. Il prossimo appuntamento è previsto per il 14 gennaio
Il romanzo fantascientifico di Claudio Fochi dal titolo "Spinadrix" sarà presentato mercoledì 14 gennaio alle 17 in Ariostea
“I rigori dell’inverno nella campagna ferrarese” è il titolo della 26ª edizione del concorso fotografico indetto da Confagricoltura Ferrara. Invio opere entro sabato 28 febbraio
Un collegamento diretto con i laboratori nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Inf, il più importante e avanzato centro di ricerca sotterraneo al mondo dedicato alla fisica astroparticellare: è da qui che studenti e docenti potranno conoscere da vicino alcuni esperimenti di rilevanza internazionale in questo campo di ricerca.
È questo il primo appuntamento di ‘Un pozzo di scienza’, il progetto gratuito di divulgazione scientifica che il Gruppo Hera dedica agli studenti degli istituti superiori, e che celebra quest’anno la sua ventesima edizione.
L’evento online, per il quale sono ancora aperte le iscrizioni, si svolgerà martedì 20 gennaio dalle 10 alle 12 e coinvolgerà simultaneamente una ventina di classi del biennio e triennio superiore.
Si tratta di un’occasione unica per esplorare da vicino le strutture sotterranee utilizzate da oltre mille ricercatori provenienti da 30 Paesi, impegnati nello studio di fenomeni che spaziano dalla materia oscura all’asimmetria tra materia e antimateria.
Nati alla fine degli anni Settanta da un’idea di Antonino Zichichi e situati sotto 1,4 km di roccia del massiccio del Gran Sasso, i laboratori sono così schermati dai raggi cosmici, condizione che permette di osservare fenomeni rarissimi e impossibili da rilevare in superficie, e per questo rappresentano oggi un’eccellenza italiana riconosciuta a livello internazionale, dove si indagano alcuni dei misteri più profondi dell’Universo.
È qui che le scienziate e gli scienziati studiano i neutrini, particelle fondamentali per comprendere la struttura e l’evoluzione dell’Universo. Negli ultimi anni, proprio grazie agli esperimenti dei laboratori nazionali del Gran Sasso, è stato possibile, ad esempio, analizzare in dettaglio tutte le reazioni nucleari che avvengono nel sole e contribuire a confermare che i neutrini hanno massa, esistono in tre diverse “famiglie” e possono trasformarsi passando da una all’altra.
Quella che si fa al Gran Sasso, infatti, è ricerca fondamentale, che nasce per il progresso della conoscenza: ed è proprio questo il suo valore. Le tecnologie sviluppate per costruire rivelatori sempre più sensibili, sistemi di misura estremamente precisi e strumenti di analisi avanzati spesso trovano, nel tempo, applicazioni anche in ambito medico, industriale, informatico e tecnologico.
Un esempio concreto di questo legame tra ricerca, tecnologia e società è il Consorzio Hpc4dr (High-Performance Computing for Disaster Resilience), un centro di competenze per la riduzione dei rischi derivanti da disastri naturali e di origine antropica. Oltretutto gli esperimenti di fisica fondamentale, cui contribuisce l’Infn, producono enormi quantità di dati, che vengono immagazzinati e analizzati dal Cnaf, il Centro Nazionale di calcolo dell’Infn che ha sede a Bologna al Dama Tecnopolo.
“I nostri laboratori nazionali del Gran Sasso – afferma Antonio Zoccoli, presidente dell’Infn e professore di fisica sperimentale all’Università degli Studi di Bologna- sono un luogo unico al mondo per studiare i segreti dell’universo da una prospettiva che forse pochi immaginerebbero. Aprirli agli studenti significa offrire loro un’occasione concreta di entrare in un grande laboratorio scientifico e scoprire come nasce e funziona la ricerca di frontiera. Qui, da sottoterra, studiamo i neutrini, le reazioni nucleari all’interno del Sole e fenomeni fondamentali ancora non compresi come la natura della materia oscura portando avanti una tradizione scientifica in cui l’Italia con l’Infn è un riferimento internazionale. Ai giovani studenti dico di credere nei propri sogni e lavorare per realizzarli e, se la loro passione è capire come funziona l’universo, l’Infn è il posto giusto”.
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