Politica
11 Gennaio 2026
La consigliera regionale motiva l'adesione all'incontro fiorentino: "Non ce la faccio a dire che non sono più d'accordo solo perché adesso lo propone la Meloni"

Referendum, crepa nel Pd: Zappaterra sostiene il Sì

di Redazione | 2 min

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Nel Partito Democratico, schierato ufficialmente per il No, c’è una voce fuori dal coro nel ferrarese. È quella di Marcella Zappaterra, consigliera regionale dell’Emilia-Romagna, che ha scelto di sostenere il Sì al referendum sulla riforma costituzionale della magistratura e di aderire all’iniziativa “La sinistra che vota Sì”, in programma lunedì 12 gennaio a Firenze.

Una scelta in controtendenza rispetto alla linea dem, che Zappaterra motiva entrando nel merito del quesito referendario e respingendo una lettura puramente ideologia dello scontro politico. “È un tema complesso – spiega la consigliera – che sta diventando l’ennesima battaglia tra maggioranza e opposizione e chi deve votare non ha ancora capito se la separazione è utile e se accresce le garanzie dei cittadini o le riduce”.

Zappaterra rivendica poi una coerenza politica e culturale che affonda le radici nella storia della sinistra di governo. “Ho l’età anagrafica e politica per ricordarmi che dalla riforma Vassali sul giusto processo in avanti – sottolinea – la sinistra di governo è sempre stata favorevole alla separazione delle carriere in senso più garantista”. Un riferimento esplicito a una tradizione riformista che, secondo la consigliera, non può essere rimossa o rinnegata.

Nel merito, il punto centrale resta la tutela dei diritti dei cittadini: “Chi giudica deve essere davvero terzo, nel senso di non avere nulla a che fare con chi accusa nel processo penale e nulla a che fare con le parti nel processo civile. È una fondamentale garanzia del cittadino in qualsiasi processo in uno Stato di diritto”.

Pur non nascondendo le criticità del testo, Zappaterra conferma la sua posizione favorevole: “Il testo avrebbe potuto essere scritto meglio ed emendato dalle opposizioni, ma il mio è un Sì rispetto allo specifico quesito, in coerenza con il contributo riformatore che, su questa materia, ha dato la sinistra”. E conclude con una frase che segna nettamente il perimetro della sua scelta politica: “Non ce la faccio a dire che non sono più d’accordo solo perché adesso lo propone la Meloni”.

L’incontro del 12 gennaio riunirà esponenti e amministratori dell’area progressista che rivendicano il Sì, tra cui l’ex deputata dem Anna Paola Concia e la vicepresidente del parlamento europeo Pina Picierno. Un momento che potrebbe diventare non solo una consultazione sul merito della riforma, ma anche un banco di prova sulla pluralità delle posizioni all’interno del partito.

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