Referendum, crepa nel Pd: Zappaterra sostiene il Sì
Nel Partito Democratico, schierato ufficialmente per il No, c'è una voce fuori dal coro nel ferrarese
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"Esprimiamo il nostro sostegno pieno e convinto alla lotta del popolo iraniano contro la teocrazia della Repubblica islamica e al popolo venezuelano che da anni vive sotto il regime comunista di Nicolàs Maduro"
“È ora di tornare in piazza”. E così è stato in almeno trenta città italiane, sabato 10 gennaio, mobilitate dall’Unione Sindacale di Base (Usb) “per condannare l’aggressione al Venezuela, il sequestro del suo presidente Nicolàs Maduro e le azioni di pirateria internazionale che gli Stati Uniti d’America stanno realizzando in modo sempre più arrogante in giro per il mondo”.
Alla mobilitazione ha aderito anche Usb Ferrara, di cui Antonio Ferrucci ha spiegato le ragioni: “Stiamo assistendo a un salto di qualità nelle politiche di aggressione ai popoli e nell’abbandono di qualsiasi riferimento alle regole del diritto internazionale”. Secondo Ferrucci, “anche nel tono delle dichiarazioni di Donald Trump e dei vertici della Casa Bianca emerge una pretesa arrogante di dettare nuove regole al resto del mondo, basandosi esclusivamente sulla forza militare”.
Un quadro che, per il sindacato, suscita allarme globale. “Il mondo assiste sgomento a questa esibizione di forza bruta e allo sfoggio di un dominio imperiale fondato sulla superiorità militare e tecnologica”, scrivono dal nazionale, sottolineando come il cambio di passo sia in realtà iniziato da tempo.
Nel mirino dell’Usb c’è infatti anche il conflitto in Medio Oriente. “Il salto di qualità è avvenuto quando l’Occidente, Unione Europea compresa, ha lasciato che Israele procedesse indisturbato al sistematico annientamento della popolazione palestinese”, prosegue il sindacato, ricordando le dichiarazioni del cancelliere tedesco sul “lavoro sporco” che il premier Benjamin Netanyahu starebbe compiendo “per conto dell’Occidente”.
Da qui il richiamo al movimento internazionale di solidarietà: “A questo crimine orribile e ripetuto si è opposto un larghissimo movimento di popoli, esploso anche in Italia in autunno. Un movimento che ha spaventato i potenti al punto da spingerli a costruire una falsa tregua a Gaza”. Ribadisce l’Usb, però, che “il genocidio in Palestina non si è fermato, ha solo rallentato, mentre il programma di dominio globale va avanti”.
L’attenzione si allarga anche ad altri scenari internazionali e al ruolo europeo: “A difenderci da questo attacco imperialista non c’è purtroppo l’Europa. I vertici Ue sono impegnati a convincerci della necessità di riarmarci, succubi della prepotenza di Trump e indisponibili a soluzioni in Ucraina che pregiudicherebbero i loro programmi di rilancio dell’industria militare”.
Per questo, conclude l’Usb Ferrara, “occorre ritornare a riempire le piazze”. Le parole d’ordine sono chiare: “Difendere il Venezuela e il suo diritto a gestire liberamente le risorse e le conquiste sociali; stare dalla parte della Palestina contro il genocidio e in solidarietà con chi è stato arrestato per essersi battuto al suo fianco; fermare le politiche di riarmo della Nato e della Ue; mettere i nostri diritti sociali, i salari e le vite davanti agli interessi delle industrie di guerra”.
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