Economia e Lavoro
11 Gennaio 2026
Stefano Bondi (Fiom Cgil) e Alberto Finessi (Uilm) spiegano alcuni dei problemi che caratterizzano il nostro territorio

Metalmeccanica. “Affrontare la situazione con coraggio o sarà carneficina”

di Pietro Perelli | 2 min

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(In foto un presidio dei metalmeccanici davanti a Confindustria nel 2021)

“Serve prendere in mano la situazione con coraggio per non trovarci davanti a una carneficina sociale”. Incertezza e instabilità caratterizzano l’economia ferrarese e il settore metalmeccanico non è da meno, anzi è stato uno dei settori più colpiti negli ultimi anni con le difficoltà di Berco e Vm Motori, senza dimenticare Rexnord e le piccole realtà artigianali.

A spiegarci alcuni dei problemi che caratterizzano il nostro territorio sono Stefano Bondi (Fiom Cgil) e Alberto Finessi (Uilm).

“Continuiamo ad avere grossi problemi”, dice Bondi sottolineando come tutte le aziende che hanno chiesto ammortizzatori sociali nel 2025 siano orientate a chiederli anche nel 2026. E lo stesso vale per molte aziende che hanno aperto procedure per uscite volontarie nel 2025, “stanno ventilando nuovi possibili esuberi di manodopera”.

Una situazione “poco rassicurante” che vede, oltre ai grandi nomi che escono più frequentemente sui giornali, “in difficoltà anche le piccole realtà”.

“Siamo in una provincia fragile – conclude Bondi – e facciamo fatica”.

“Due anni fa, nel 2024, siamo stati maglia nera in Italia per ore usate di cassa integrazione”. Ad aggiungere elementi alla discussione è Finessi che, sottolineando la necessità di “tutelare tutto il sistema lavoro”, comprese le piccole realtà, parla di un “sistema industriale in grande stress” ed è per questo che “serve prendere in mano la situazione con coraggio per non trovarci davanti a una carneficina sociale”.

“Oggi – prosegue – vengono fuori tutti i problemi che dovevamo affrontare 20/25 anni fa ma non lo abbiamo fatto e li stiamo rincorrendo con grande fatica”.

Finessi invoca la Regione e il presidente de Pascale: “Serve mettere in atto una politica regionale non provinciale per valorizzare quello che abbiamo”. Tra le problematiche storiche individua quella dei collegamenti sia interni che esterni alla provincia.

Un piano che possa attenuare le difficoltà che la situazione internazionale ci pone di fronte: la guerra in Ucraina, i costi dell’energia in aumento, la crisi in Medio Oriente con le rotte che passano dal canale di Suez più insicure e il conseguente aumento dei tempi di percorrenza. “Io spero che ci sia una svolta – dice Finessi – ma quando chiudiamo un buco da una parte ne apriamo uno dall’altra”. Il riferimento è al leggero miglioramento delle implicazioni economiche che le crisi sopra citate hanno avuto, in pochi giorni però se ne sono aperte altre tra il rapimento del presidente autoritario del Venezuela Maduro e i continui riferimenti a una possibile annessione della Groenlandia da parte dell’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

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