Attualità
10 Gennaio 2026
I risultati del progetto promosso da Associazione Kairos e Associazione Giulia con il supporto del Comune di Ferrara

Caregiver, un sostegno che funziona: calano frustrazione e senso di isolamento

di Redazione | 3 min

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Diminuzione del senso di frustrazione e del desiderio di ‘fuggire’ dal ruolo di caregiver, miglioramento del benessere psicofisico con la conseguente riduzione di sentimenti legati alla compromissione della propria vita sociale, del senso di isolamento e di stanchezza. Sono questi i risultati, positivi, che emergono dal monitoraggio dell’efficacia delle attività proposte nella sfera del progetto “Prendiamoci cura di chi cura”, promosso in collaborazione tra Associazione Kairos e Associazione Giulia, con il patrocinio e il contributo di 15mila euro dell’assessorato alle Politiche Sociosanitarie del Comune di Ferrara, erogato nell’ambito di un avviso pubblico dedicato ai caregiver.

I dati sono tratti da un’indagine realizzata tramite un questionario di autovalutazione – il Caregiver Burden Inventory, che misura in 24 domande il carico assistenziale e il livello di stress – compilato dai partecipanti all’inizio e al termine dei nove incontri che si sono tenuti tra la primavera e l’estate scorse. L’analisi finale complessiva ha esaminato 30 questionari, compilati da caregiver di pazienti con disturbo del comportamento alimentare, con disabilità, problemi intellettivi e psichici.

L’analisi nel dettaglio. Dai test emerge che dopo il corso tutti i punteggi si sono significativamente abbassati, e che la soglia critica di 2.5 non viene più raggiunta. A calare maggiormente sono gli indicatori “Sento che mi sto perdendo la vita”, “Desidererei poter fuggire da questa situazione”, che scendono dalla prossimità della soglia critica a 1.7 e 1.8. Un altro indice in discesa è “Mi arrabbio per le mie reazioni nei suoi riguardi”, che passa da 2.3 a 1.8. In miglioramento anche la sensazione del proprio stato di salute e della qualità del sonno, che da 2.4 arriva a 1.6.

A migliorare è anche la fuoriuscita dall’isolamento patita dai caregiver che hanno preso parte al progetto, i quali si sono ritrovati per una seduta di restituzione dei risultati raggiunti e tutt’oggi fanno rete tra loro anche attraverso una chat su Whatsapp.

“Siamo soddisfatti dai risultati ottenuti attraverso questo monitoraggio – dichiara l’assessore comunale alle Politiche Sociosanitarie, Cristina Coletti -. I numeri testimoniano che è essenziale, per chi ricopre un ruolo tanto prezioso quanto delicato come quello del caregiver, ricavare momenti di condivisione e di ascolto per trarre sollievo nell’accudimento di un proprio caro. Far sentire le persone parte di una grande comunità porta conforto e incoraggia i cittadini a superare le proprie fragilità, fisiche ed emotive. Ringrazio Associazione Kairos e Associazione Giulia per avere unito le forze e avere interpretato alla perfezione l’obiettivo di portare benefici alle persone che stanno vivendo dei momenti di difficoltà che ci prefiggiamo, come Amministrazione, ogni qualvolta mettiamo a disposizione risorse attraverso bandi specifici. Questo strumento continua a rivelarsi efficace e trasparente”.

“In questo percorso – affermano Elisabetta Zerbini, presidente di Associazione Kairos, e Michele Grassi, presidente di Associazione Giulia – abbiamo raccolto testimonianze toccanti. Si è proprio evidenziato il cambiamento sentito dai partecipanti all’inizio e al termine dell’ultimo incontro. I caregiver si sono sentiti supportati dal gruppo e hanno trovato conforto nel non sentirsi soli. Questo ha portato ad un cambio di attitudine e alla capacità di vivere in maniera meno gravosa il loro ruolo. I benefici concreti sono la testimonianza che l’alleanza tra associazioni e Comune funziona”.

Alla luce dei risultati emersi i partecipanti hanno chiesto di ricevere maggiori approfondimenti e l’obiettivo è di proseguire nella realizzazione progettuale per consolidare l’impatto positivo di un percorso che è stato in grado di generare ampi benefici, sia fisici che emotivi.

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