Attualità
10 Gennaio 2026
Il vicepresidente Francesco Barbieri risponde alle dichiarazioni del gestore dell’Aeroporto di Aguscello riportate da Estense.com: "Affermazioni prive di fondamento". La controreplica di Marco Cavicchi

Open Sky Project risponde alle accuse: “Attività di volo legittime e conformi”

di Redazione | 3 min

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È indirizzata in modo esplicito alle affermazioni di Marco Cavicchi, gestore dell’Aeroporto di Aguscello, la replica ufficiale diffusa da Open Sky Project Aps e firmata dal vicepresidente Francesco Barbieri, in risposta a quanto riportato nell’articolo pubblicato da Estense.com sulle attività di volo dell’associazione.

Una presa di posizione definita “doverosa”, con l’obiettivo dichiarato di “fornire un chiarimento puntuale e documentato” rispetto a dichiarazioni che, secondo l’associazione, “non trovano riscontro nella normativa vigente”. Al centro della replica vi sono infatti le affermazioni attribuite a Cavicchi, secondo cui Open Sky Project “non avrebbe le carte in regola” per svolgere le proprie attività.

Barbieri chiarisce innanzitutto il perimetro entro cui opera l’associazione, precisando che Open Sky Project Aps agisce “esclusivamente nell’ambito associativo, senza fini di lucro” e che le attività di volo sono svolte “nel pieno rispetto della normativa sul Volo da Diporto o Sportivo (Vds)”.

In risposta ai dubbi sollevati sulla figura del pilota, la nota sottolinea che il responsabile delle attività è “in possesso di tutti i titoli e le abilitazioni previste dalla legge”, tra cui l’“attestato Vds Avanzato”, l’“abilitazione alla fonia aeronautica” e l’“abilitazione al trasporto del passeggero”. Si tratta, viene ribadito, di requisiti “pienamente conformi a quanto richiesto dalla normativa vigente per l’attività Vds e sono documentati”.

Altro punto contestato riguarda l’utilizzo delle infrastrutture aeroportuali. Richiamando direttamente il Dpr 133/2010, Open Sky Project evidenzia che “il decollo e l’atterraggio degli aeromobili Vds possono avvenire su qualsiasi area idonea, incluse aree private o occasionali”, previo consenso del proprietario e nel rispetto di eventuali divieti delle autorità competenti. Di conseguenza, afferma Barbieri, “non sussiste, pertanto, alcun obbligo di operare da aeroporti certificati Enac per attività che rientrano nel perimetro Vds”.

Proprio su questo aspetto arriva anche la precisazione più netta nei confronti delle dichiarazioni di Cavicchi: “Open Sky Project Aps non ha mai previsto né intende prevedere l’utilizzo dell’Aeroporto di Aguscello”. L’associazione, al contrario, sta lavorando “alla realizzazione di un proprio campo volo associativo, conforme alla normativa”, coerente con la natura delle attività svolte e finalizzato a garantire “sicurezza, chiarezza operativa e rispetto delle regole”.

La replica si chiude con toni duri nei confronti delle affermazioni attribuite al gestore dell’aeroporto e rilanciate nell’articolo di Estense.com. Secondo Barbieri, sostenere che l’associazione non sia in regola è “privo di fondamento normativo e fattuale” e configura dichiarazioni “gravemente diffamatorie e lesive del prestigio e dell’onore dell’associazione”. Open Sky Project Aps ribadisce infine “il proprio impegno a operare con trasparenza, legalità e responsabilità”, riservandosi “ogni tutela a fronte di dichiarazioni lesive della propria immagine e attività”.

Alla presa di posizione dell’associazione ha però fatto seguito una risposta del gestore dell’aeroporto di Aguscello, Marco Cavicchi, che interviene per chiarire il senso della propria precedente comunicazione. Cavicchi precisa che il suo intervento non voleva essere una critica al valore sociale dell’iniziativa, bensì un richiamo a quelli che definisce “requisiti minimi” necessari per svolgere l’attività di volo in condizioni di piena sicurezza, utilizzando infrastrutture esistenti.

Nel riepilogare i punti sollevati, Cavicchi elenca tre aspetti fondamentali che, a suo avviso, non possono essere trascurati: l’utilizzo di un aeromobile certificato, ritenuto essenziale per garantire un più elevato livello di sicurezza del volo; il possesso dei titoli abilitativi necessari per il pilotaggio di tali aeromobili, precisando che l’attestato Vds, anche nella versione “avanzata”, non consente di pilotare aerei di aviazione generale; l’impiego di aviosuperfici o aeroporti idonei a operare con questo tipo di velivoli.

“Questo è quanto”, conclude Cavicchi, rimarcando come la sua posizione sia stata interpretata come una risposta risentita, mentre nelle intenzioni voleva rappresentare esclusivamente un elenco di condizioni tecniche e normative da rispettare per garantire la sicurezza delle operazioni.

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