Malaguti: Trump un liberatore
Il deputato di Fratelli d'Italia Mauro Malaguti risponde alla condanna dell’associazione Cittadini del Mondo verso "l’azione del presidente Trump che ha liberato il Venezuela dal dittatore Nicolas Maduro"
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L'associazione Cittadini del Mondo condanna duramente l'azione militare degli Stati Uniti contro il Venezuela, definendola "un'ennesima aggressione alla legalità internazionale"
di Fabio Anselmo*
Leggo in queste ore una notizia che dovrebbe farci fermare un attimo e ripensare a come viene raccontata la realtà.
Negli Stati Uniti il Dipartimento di Giustizia ha ritirato la principale accusa usata per giustificare il blitz militare con cui è stato catturato Nicolás Maduro: quella secondo cui sarebbe stato a capo di un cartello della droga denominato Cartel de los Soles.
Un’accusa ripetuta per anni da media e governi come fatto incontrovertibile, pur senza che esistesse un cartello strutturato nei termini in cui normalmente lo intendiamo.
E qui arriva il paradosso: mentre la nostra premier parla di “legittima azione difensiva contro il narcotraffico”, appena la Meloni mette piede a New York quell’accusa non c’è più.
Non è una svista burocratica: è l’intero quadro giuridico che cambia. Il motivo morale e legale che avrebbe dovuto giustificare una delle operazioni più invasive degli ultimi decenni è evaporato.
Nel frattempo gli Stati Uniti sequestrano due petroliere legate al petrolio venezuelano – una battente bandiera russa – suscitando proteste di Mosca e interrogativi sul diritto internazionale.
Questo non è un dettaglio per addetti ai lavori: è la prova di come narrazioni strumentali possano precedere e legittimare azioni che, in altri tempi, avremmo chiamato interventismo geopolitico.
E allora la domanda resta: il diritto internazionale esiste ancora o vale solo quando conviene?
Se il narcotraffico giustifica azioni militari all’estero, cosa dobbiamo temere qui da noi?
Abbiamo organizzazioni malavitose potentissime, come la ’ndrangheta, che dominano il traffico di cocaina in Europa.
E nessun governo ha mai invocato un mandato internazionale per cancellarle.
Forse perché dietro la “guerra alla droga” si cela spesso altro: interessi economici, strategici, risorse da contesa.
E il diritto internazionale diventa un optional.
*consigliere comunale a Ferrara nella Civica Anselmo
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