Berco chiude a Castelfranco Veneto
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Trecento cittadini ferraresi hanno deciso di mobilitarsi per chiedere un intervento concreto sulla sicurezza di via XX Settembre, una delle arterie urbane attraversate quotidianamente da auto, pedoni e ciclisti. Alla base dell’iniziativa, spiegano i promotori, ci sono “le velocità elevate delle auto che percorrono la via e la mancanza di spazi sicuri per pedoni e ciclisti”, elementi che rendono la strada poco vivibile e potenzialmente pericolosa.
La petizione, presentata il 7 gennaio al sindaco di Ferrara, chiede in primo luogo “l’istituzione di una Zona 30 e la realizzazione di un percorso ciclabile in sede propria, sicuro e delimitato, lungo tutta la via”, affiancate da una serie di interventi strutturali per migliorare sicurezza e qualità urbana. Tra le richieste figura anche “la predisposizione di uno studio di fattibilità che individui le soluzioni tecniche più efficaci per migliorare la sicurezza”, con ipotesi che vanno “dall’allargamento dei marciapiedi al restringimento della corsia automobilistica, dai cuscini berlinesi agli attraversamenti pedonali rialzati, inclusi quelli di urbanistica tattica”.
L’iniziativa si colloca esplicitamente nel quadro delle politiche europee e nazionali sulla moderazione del traffico. Come ricordato nel documento, “zone 30 e piste ciclabili sono gli strumenti fondamentali per la pianificazione della mobilità urbana finalizzata a ridurre il traffico veicolare di attraversamento e le velocità elevate”. A sostegno della richiesta vengono citate anche le raccomandazioni internazionali: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, “gli interventi per abbassare la velocità sono misure salvavita, a basso costo e realizzabili”, mentre il Gruppo di esperti sulla mobilità urbana della Commissione europea raccomanda l’adozione generalizzata del limite dei 30 km/h nelle aree urbane dell’Unione, poiché “a tale velocità il rischio di mortalità per un pedone investito da un’auto è di cinque volte inferiore che a 50 km/h”.
Dati e studi rafforzano ulteriormente la posizione dei firmatari. Una ricerca del Politecnico di Atene del 2024, basata su 47 studi condotti in 40 città europee, evidenzia che “le zone 30 hanno dimostrato una drastica riduzione degli incidenti stradali: fino al 37% di diminuzione della mortalità e un calo del 38% dei feriti”, con benefici anche sul fronte dell’inquinamento acustico e della qualità dell’aria. In Italia, ricordano i promotori citando Istat, nel 2024 “il 73,3% del totale degli incidenti stradali (173.364) sono avvenuti in aree urbane”, un dato che “evidenzia la rilevanza del provvedimento e la sua utilità per tutelare in modo concreto l’incolumità dei pedoni”.
Particolare attenzione è dedicata anche alla sicurezza dei ciclisti. La richiesta di una pista ciclabile protetta in via XX Settembre nasce dalla constatazione che l’attuale corsia “ora solo tratteggiata con segnaletica orizzontale, necessita di essere trasformata in pista ciclabile continua lungo tutta la via, ben delimitata in sede propria”. Un intervento che, secondo i promotori, permetterebbe di “garantire la sicurezza dei ciclisti e ridurre la conflittualità con i veicoli a motore”, in coerenza con il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale 2030.
L’obiettivo finale è chiaro: “Promuovere una mobilità urbana sostenibile coerente con la vocazione di Ferrara ‘città delle biciclette’ e rendere via XX Settembre una strada più vivibile, sicura e a misura di persona”.
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