Eventi e cultura
9 Gennaio 2026
Ancora tempo per visitare i tre percorsi espositivi che intrecciano memoria, ricerca artistica e dialogo con i luoghi simbolo della città

Pittura, scultura e fotografia: prorogate le mostre di Goberti, Bonora e Berveglieri

di Redazione | 4 min

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La mostra Gianfranco Goberti. La magia della pittura allestita nelle sale del piano nobile del Castello Estense sarà visitabile fino al 6 aprile. Organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dal Servizio Cultura, Turismo e rapporti con l’Unesco del Comune di Ferrara, l’esposizione ripercorre l’ampio e articolato percorso del pittore ferrarese Gianfranco Goberti (1939-2023) attraverso più di quaranta opere realizzate in oltre mezzo secolo di attività. Partito da una sorta di Nuova figurazione, Goberti elabora dalla fine degli anni Sessanta un originale optical figurativo in dipinti con specchi e poltrone a righe, con i quali indaga in particolare i temi del rapporto tra realtà e immagine e della percezione visiva. Il valore di questa ricerca, che prosegue nel decennio successivo allargandosi all’identità e alla funzione della rappresentazione, viene riconosciuto da Gillo Dorfles che lo seleziona per il Premio Bolaffi del 1979. Dopo gli anni Ottanta e nei decenni successivi la sua pittura si concentra su oggetti (camicie, cravatte, divani, poltrone) che riassumono in sé la ricerca sul motivo – centrale e ricorrente – della linea, che si esprime anche nei lavori dedicati alle corde, uno dei punti più noti della sua ricca produzione. Tra i suoi ultimi cicli di pittura, nati a cavallo del millennio, spicca quello sul mito di Icaro, potente metafora della condizione umana. Oltre a dipinti e a lavori che documentano le sue originali sperimentazioni extra-pittoriche, la retrospettiva presenta anche i due videotape Metagrafica (1977) e Verde carminio (1983) prodotti dal Centro Video Arte di Palazzo dei Diamanti diretto da Lola Bonora.

Proseguiranno sino al 28 giugno anche Le Muse astrologiche. Sculture di Maurizio Bonora e Vecchi amici, grandi alberi a Ferrara: fotografie di Dario Berveglieri allestite rispettivamente nei giardini del Museo Schifanoia e di Casa Ariosto. Entrambe le mostre, organizzate dal Servizio Cultura, Turismo e rapporti con l’Unesco del Comune di Ferrara e dalla Fondazione Ferrara Arte, rientrano nel ricco calendario di eventi con cui si sono celebrati i trent’anni dall’inserimento di “Ferrara, città del Rinascimento” nella lista del patrimonio mondiale Unesco. 

Le Muse astrologiche di Maurizio Bonora si affacciano tra le arcate della pergola del giardino di Palazzo Schifanoia accendendo la magia di uno dei luoghi più segreti e rappresentativi delle corte estense. L’artista ferrarese si è liberamente ispirato alle simbologie astrologiche del Salone dei Mesi realizzando dodici sculture che combinano figurazione e astrazione, arcaismo e modernità: Bonora ama infatti intrecciare i frammenti di un lungo percorso visivo che va dalle sintetiche rappresentazioni delle sculture mesopotamiche e della Grecia antica alle superfici dell’arte informale. Completano il percorso i disegni preparatori esposti al piano terra del Museo Schifanoia. 

La mostra Vecchi amici, grandi alberi a Ferrara presenta il lavoro del fotografo ferrarese Dario Berveglieri illustrato nell’omonimo volume pubblicato nel 1996. Realizzate in quello stesso anno, le fotografie raccontano gli alberi del territorio come “compagni verdi”, intrecciati alla quotidianità dei luoghi e delle persone che li abitano. Foglie, radici, tronchi e profili delle piante sono esplorati con lo stupore e la curiosità di chi si trova al cospetto di un mondo complesso e meraviglioso. La mostra offre un percorso tra immagine e letteratura, come dimostrano i testi a margine di alcune fotografie e gli interventi di Stefano Tassinari e Wu Ming, che testimoniano la loro collaborazione creativa e professionale con Berveglieri.

La programmazione espositiva continua inoltre allo Spazio Antonioni dove, fino al 12 aprile, è allestita la mostra Professione: reporter, che celebra uno dei film più ammirati, intensi e attuali del grande regista ferrarese attraverso una selezione di fotografie di scena di Florian Steiner e la proiezione della sequenza conclusiva della pellicola.

Sino all’8 febbraio prosegue a Palazzo dei Diamanti la grande mostra Chagall, testimone del suo tempo. L’esposizione racconta la biografia e i molteplici aspetti della produzione di uno dei più importanti e amati maestri dell’arte del Novecento attraverso 200 opere, tra dipinti, disegni e incisioni, realizzate in oltre mezzo secolo di attività, e due sale che consentono di ammirare in una dimensione coinvolgente e spettacolare suoi capolavori monumentali come la decorazione del soffitto dell’Opéra Garnier di Parigi e la serie di vetrate per la sinagoga dell’Hadassah Medical Center di Gerusalemme. 

Successivamente, dal 14 marzo 2026, con la mostra Andy Warhol. Ladies and Gentlemen, Palazzo dei Diamanti tornerà ad accogliere alcune tra le creazioni più provocatorie del padre della pop art in un’immersiva rievocazione dell’epocale esposizione tenutasi a Ferrara nel 1975-76 a cui si accompagna un appassionante viaggio nell’universo della ritrattistica warholiana. La mostra, che vanta il prestigioso sostegno dell’Andy Warhol Museum di Pittsburgh, presenterà oltre 150 ritratti, tra acrilici, disegni, serigrafie e Polaroid.

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