Genitorialità, Zonari interroga la giunta: “Servizi davvero nuovi o già esistenti?”
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Il cinema come strumento per raccontare la ricerca e dialogare con la società. Nasce da questa idea la nuova rassegna cinematografica “Scienza in Pellicola. Un viaggio cinematografico attraverso i saperi di Unife”, promossa dall’Università di Ferrara, che si terrà dal 13 gennaio al 14 aprile ogni martedì.
Il ciclo prevede 13 proiezioni scelte dai diversi Dipartimenti dell’Ateneo per raccontare al pubblico i propri ambiti di ricerca e le discipline studiate, offrendo chiavi di lettura originali e stimolanti.
L’obiettivo è avvicinare la cittadinanza ai temi della ricerca universitaria, favorendo curiosità, pensiero critico e partecipazione attiva attraverso il linguaggio immediato e coinvolgente del cinema.
Le proiezioni si terranno alle ore 18 al Notorious Cinemas Ferrara (via Darsena, 73). Ogni serata inizierà con una breve introduzione al Dipartimento promotore e al film in programma, a cura della direttrice o del direttore di Dipartimento e/o del referente scientifico dell’iniziativa.
Seguirà la proiezione del film, selezionato per la sua capacità di dialogare con le tematiche scientifiche, sociali, umanistiche o tecnologiche affrontate dal Dipartimento. Al termine della visione il pubblico potrà partecipare a un dibattito guidato con docenti, ricercatrici, ricercatori ed eventuali esperti esterni, che approfondiranno i contenuti emersi dalla visione, collegandoli alle attività di ricerca e rispondendo alle domande dei presenti.
“Con ‘Scienza in Pellicola’ – afferma la rettrice dell’Università di Ferrara Laura Ramaciotti – l’Università di Ferrara rinnova il proprio impegno nel dialogo con la società, utilizzando il linguaggio del cinema per raccontare la ricerca e renderla accessibile a un pubblico sempre più ampio. Si tratta di un’iniziativa di Public Engagement che valorizza i saperi dell’Ateneo e invita la cittadinanza a confrontarsi sui grandi temi scientifici, culturali e sociali del nostro tempo, promuovendo il coinvolgimento attivo del pubblico e la costruzione di una consapevolezza critica condivisa. La conoscenza cresce attraverso la condivisione, e questo progetto ne è una concreta espressione”.
“Questa rassegna cinematografica spiega Marco Bresadola, delegato alla Terza Missione per la valorizzazione dei beni culturali e al public engagement di Unife – offre gli strumenti per interpretare la ricerca scientifica attraverso la lente del grande schermo. Tredici film, selezionati e commentati dai Dipartimenti universitari, esplorano il delicato equilibrio tra scienza, etica e società. Dalle emergenze ambientali agli scenari avveniristici di ‘Blade Runner’ e ‘The Martian’, ogni incontro si trasforma in un laboratorio critico sulle sfide del presente, unendo cinema e ricerca in una riflessione profonda su sostenibilità, diritti e futuro dell’umanità”.
L’iniziativa è organizzata dall’Ufficio Trasferimento Tecnologico di Unife, in collaborazione con l’Ufficio Stampa, Comunicazione istituzionale e digitale, l’Ufficio servizi e-learning e multimediali e i diversi Dipartimenti dell’Ateneo.
Si parte il 13 gennaio con la prima proiezione cinematografica del film “Il Maestro” (2025) di Andrea Di Stefano, proposta dal Dipartimento di Neuroscienze e Riabilitazione, in cui sono rappresentati diversi generi, principalmente il dramma e la narrazione sportiva, in questo caso il Tennis, come metafora della vita. Il film è focalizzato sulla relazione tra l’allievo e il maestro, sul peso delle aspettative e sulla sconfitta, toccando temi come il destino e la paternità.
Il secondo appuntamento è in programma il 20 gennaio con la pellicola “Il medico di campagna” (2016), consigliato dal Dipartimento di Medicina Traslazionale e per la Romagna, un’occasione per affrontare temi scientifici ed etici centrali nella pratica medica contemporanea: la medicina di territorio e la continuità assistenziale, la gestione delle emergenze e urgenze, infine la sfida della desertificazione medica.
La terza proiezione si terrà il 27 gennaio con il film “Siccità” (2022), proposto dal Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Prevenzione, che offre una rappresentazione efficace delle implicazioni sociali, sanitarie ed ecologiche derivanti dalla gestione non sostenibile delle risorse naturali, favorendo la comprensione scientifica delle emergenze ambientali e stimolando una riflessione condivisa sulla necessità di strategie di adattamento e prevenzione
Si prosegue il 3 febbraio con “I Origins” (2014), proposto dal Dipartimento di Scienze della Vita e Biotecnologie, che intreccia in modo originale biologia molecolare, evoluzione e metodo scientifico, mostrando come l’indagine sull’occhio umano possa aprire quesiti che superano i confini della scienza tradizionale. Il film permette al pubblico di esplorare il legame tra identità biologica, genetica e possibilità di nuove interpretazioni del vivente, offrendo così un ponte efficace tra scienza, filosofia e percezione dell’umano.
La quinta proiezione cinematografica è prevista per il 10 febbraio con il film “Dark Waters” (2019), proposto dal Dipartimento di Scienze Chimiche, Farmaceutiche ed Agrarie, che spinge a interrogarsi sull’inquinamento da Pfas, composti chimici resistenti alla degradazione e soggetti a bioaccumulo, con possibili effetti sulla nostra salute.
Il 17 febbraio è il turno del film “Figli” (2020), proposto dal Dipartimento di Scienze Mediche, che racconta le dinamiche intergenerazionali che condizionano tutti i rapporti sociali, tra cui l’interazione con i professionisti, il benessere e la salute delle persone nelle diverse fasi della vita.
“Blade Runner” (1982), sarà il film protagonista il 24 febbraio della rassegna cinematografica. Proposta dal Dipartimento di Architettura, la pellicola insegna a leggere la città come un laboratorio critico sul linguaggio del progetto e sugli stili di vita urbani, dove architetture reali e scenari futuri si ibridano in una visione stratificata, densa di riferimenti (dalla sperimentazione modernista alla cultura pop). Il film ha saputo ridefinire l’immaginario della metropoli contemporanea e il modo in cui pensiamo spazio, luce artificiale e paesaggio tecnologico, mettendo in scena una società iper-tecnologica e diseguale che anticipa molte delle tensioni dei contesti urbani odierni.
Appuntamento successivo il 3 marzo con “Erin Brockovich – Forte come la verità” (2000), consigliato dal Dipartimento di Ingegneria, che mostra l’impatto devastante che l’inquinamento industriale, in particolare quello delle falde acquifere, ha sulla vita delle persone e sull’ambiente. Questi scenari evidenziano la necessità della figura professionale dell’ingegnere ambientale, in grado di progettare sistemi di prevenzione, monitoraggio, bonifica e gestione dei rifiuti/risorse idriche per evitare catastrofi ambientali e garantire la sicurezza della risorsa idrica, del suolo e degli ecosistemi.
Proiezione successiva il 10 marzo con il film “Sopravvissuto – The Martian” (2015), proposto dal Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra, che fornisce l’occasione di discutere di temi grande impatto scientifico: l’esplorazione spaziale umana, le variazioni climatiche, la sopravvivenza in ambienti ostili, e molte altre. Il film offre spunti eccellenti su tematiche di ricerca di frontiera in Unife e altrove, permettendo di approfondire la geologia marziana in raffronto a quella terrestre, la ricerca dell’acqua un tempo presente sulla superficie del pianeta rosso, l’uso di risorse extraterrestri, e numerose tematiche connesse con la fisica del volo spaziale e del suo impatto sull’organismo.
Il Dipartimento di Matematica e Informatica il 17 marzo propone invece il film “L’uomo che vide l’infinito” (2015), che grazie al valore della collaborazione, del dialogo e della passione nel perseguire i propri ideali mette in scena una matematica tanto geniale quanto umana.
Il 24 marzo il pubblico potrà assistere al film “Fahrenheit 451” (1966), consigliato dal Dipartimento di Studi Umanistici, adattamento d’autore del celebre romanzo fantascientifico di Ray Bradbury, pubblicato nel 1953. Il film immagina un agghiacciante futuro distopico nel quale la lettura è proibita dalla legge e i libri vengono dati alle fiamme, affrontando il tema squisitamente umanistico della sopravvivenza della tradizione letteraria e della salvaguardia della cultura scritta.
Penultimo appuntamento il 31 marzo con il film “La Grande Scommessa” (2015), proposto dal Dipartimento di Economia e Management, che intende stimolare una riflessione critica sulla finanza contemporanea, sulla responsabilità etica degli operatori e sul ruolo dell’educazione finanziaria e delle istituzioni nel favorire una cultura economica più trasparente e consapevole.
Il ciclo di proiezioni si conclude il 14 aprile con il film “Minority Report” (2002), proposto dal Dipartimento di Giurisprudenza, che offre una rappresentazione dei rischi connessi alla giustizia predittiva.
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