Lettere al Direttore
8 Gennaio 2026

Comacchiese, elettore di centrodestra e deluso

di Redazione | 3 min

Gentile Direttore,

mi chiamo Enrico Carli, sono comacchiese e sono sempre stato un elettore del centrodestra, quello moderato, liberale, concreto. Quello che crede nel buon senso prima delle ideologie e nelle persone prima delle bandierine.

Le confesso che oggi, guardando la situazione politica locale, provo un sincero smarrimento.

Da elettore ed estimatore di Forza Italia e di Emanuele Mari, vedere che una figura come la sua sia di fatto fuori dai giochi fa molto male. Sarebbe stato il sindaco ideale: serio, affidabile, capace di tenere insieme la città. Uno di quelli che non urlano, ma risolvono.

E invece ci ritroviamo a pochi mesi dalle elezioni con un quadro confuso.

Samuele Bellotti di Fratelli d’Italia parla poco, troppo poco. È vero, ha incontrato i commercianti uno ad uno – e questo va riconosciuto – ma poi la politica è fatta anche di scelte, di sintesi, di visione.

E la domanda resta semplice: come si governa con una maggioranza in cui siedono le stesse persone che, di fatto, hanno contribuito a far uscire Fratelli d’Italia dalla giunta Negri?

Mi conceda una barzelletta, perché – come diceva qualcuno – ridere aiuta a capire meglio la realtà.

C’è un uomo che dice di amare profondamente una donna, la riempie di complimenti, le promette un futuro insieme… ma intanto continua a vivere con l’ex che l’ha già tradito due volte.

Quando gli chiedono: “Scusa, ma allora chi ami davvero?” lui risponde: “Quella giusta… ma con quella sbagliata mi organizzo meglio”.

Ecco, temo che oggi il centrodestra comacchiese somigli un po’ a questa situazione: tante parole, poche scelte chiare.

Il tutto ha qualcosa di surreale, ed è un peccato, perché sarebbe potuto essere tutto molto più semplice.

Nel frattempo – e lo dico senza appartenenza ma con onestà – la sinistra comacchiese ha individuato un candidato forte, stimato, serio. Non è il mio campo politico, sia chiaro, ma la realtà va sempre guardata in faccia.

Quello che più mi rattrista, però, è il clima.

Sui social leggo cattiverie gratuite, attacchi personali, persino contro un ex capovalle. Da persone che si dichiarano di destra, ma che con la destra liberale, civile e rispettosa non hanno nulla a che fare.

La comacchiesità si sta perdendo, e si sta tingendo troppo di ferraresità. E questa, mi permetta di dirlo chiaramente, non è la mia destra.

Io credo in una destra che costruisce, che sorride, che unisce. Una destra che sa essere popolare senza diventare populista. Una destra che non vive di rancore, ma di progetti.

Oggi mi sento un elettore disilluso. Un po’ triste, sì. Ma non rassegnato all’idea che debba andare per forza così.

Con rispetto,

Un elettore di destra comacchiese, deluso ma ancora innamorato della buona politica

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