Neve e gelo, Provincia al lavoro sulla rete viaria
La Provincia intensifica le operazioni preventive contro gelo e neve e invita gli automobilisti alla massima prudenza
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"Ci manchi. Sei sato e sarai sempre la nostra ispirazione. Forever in our hearts". Così la band ferrarese Fankaz saluta Alessandro Ambrosio, il capotreno ucciso accoltellato nel parcheggio della stazione dei treni di Bologna, che del gruppo era chitarrista e voce
Incendio nella lavanderia di via XXV Aprile: un forte odore di plastica bruciata ha invaso la casa di Marco Falciano e della moglie Leila Mazdai, incinta. I due sono stati portati al pronto soccorso e dimessi senza conseguenze
"Chi fa finta di non vedere è complice". Inizia così il Pd comunale ferrarese per stigmatizzare la scritta omofoba comparsa su un muro di Ferrara dove un nome veniva accompagnato da un insulto
Con Adriano Facchini, agronomo, già manager e oggi aspirante tessitore sociale, giovedì 8 gennaio, alle ore 15.30, al Palazzo del Vescovo ripartirà Unicultura
Pomposaq. Il 6 gennaio la voce di monsignor Gian Carlo Perego ha aperto ufficialmente il millenario della consacrazione dell’abbazia di Pomposa. Nell’omelia pronunciata durante la celebrazione, l’arcivescovo ha ripercorso la storia millenaria di uno dei più importanti centri spirituali e culturali del Medioevo europei, intrecciandolo con il racconto evangelico dei Magi e con il significato attuale di una fede capace ancora di parlare al presente.
L’abbazia che oggi conosciamo, immersa nel paesaggio del Delta del Po, nasce e cresce come centro spirituale e culturale di primaria importanza. Consacrata nell’XI secolo, quando abate era Guido – riconosciuto dalla Chiesa come santo – Pomposa divenne ben presto un polo monastico capace di irradiare sapere, arte e organizzazione del territorio. Qui, la regola benedettina del ora et labora trovò una declinazione concreta, capace di incidere profondamente sulla vita religiosa, economica e sociale di queste terre.
Nel corso dell’omelia dell’Epifania, monsignor Gian Carlo Perego ha richiamato queste radici profonde, ricordando come Pomposa sia stata nei secoli un crocevia di figure destinate a lasciare un segno duraturo nella storia della Chiesa. Tra queste Guido d’Arezzo, che proprio dall’esperienza monastica pompeiana avviò quel percorso che avrebbe portato alla nascita delle note musicali, rivoluzionando per sempre la trasmissione del canto liturgico.
Accanto a lui, Pier Damiani, magister dei novizi a Pomposa tra il 1040 e il 1042, protagonista insieme a San Guido della grande stagione di riforme della Chiesa, quella gregoriana. Questo patrimonio millenario, al centro della celebrazione liturgica dell’Epifania, si intreccia con il racconto evangelico dei Magi. L’episodio narrato dall’evangelista Matteo – ha ricordato monsignor Perego – apre il mistero del Natale al mondo e alle diverse culture, così come Pomposa, nei secoli, è stata luogo di apertura e incontro tra fede, sapere e popoli.
Nella chiesa abbaziale, il ciclo di affreschi del Nuovo Testamento raffigura proprio i Magi, nel sogno e nell’adorazione del Bambino: un’immagine che diventa simbolo della ricerca della verità e del cammino dell’uomo verso Dio. È in questo contesto che si colloca l’avvio del millenario: non una semplice ricorrenza storica, ma un tempo di lettura spirituale e culturale di ciò che Pomposa è stata ed è ancora oggi.
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