Attualità
5 Gennaio 2026
“È un atto simbolico di violenza”. L’associazione condanna l’episodio e richiama la città a una responsabilità collettiva contro l’odio e la discriminazione

Scritta omofoba nel centro storico di Ferrara, Arcigay denuncia

di Redazione | 3 min

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Una scritta omofoba è comparsa nelle scorse ore su un muro del centro storico di Ferrara. La parola “frocio”, dal chiaro contenuto offensivo, ha colpito direttamente una persona identificabile, spingendo Arcigay Ferrara a intervenire pubblicamente per denunciare l’accaduto e condannarne la gravità.

L’associazione ha precisato che si tratta di una “scritta ai danni di un nostro cittadino, il cui nome abbiamo voluto debitamente oscurare per tutela della privacy”.

In una nota ufficiale, il presidente e il direttivo di Arcigay Ferrara hanno spiegato le ragioni dell’intervento, sottolineando che non si tratta di un episodio da minimizzare. “Come presidente e Direttivo di Arcigay Ferrara, sentiamo il dovere – civile prima ancora che associativo – di prendere parola di fronte a quanto è apparso su un muro della nostra città”, si legge nel comunicato. E ancora: “Quella scritta non è una ‘ragazzata’, non è una bravata, non è semplice vandalismo. È un atto simbolico di violenza. È un messaggio che colpisce, che umilia, che tenta di ribadire un’idea di esclusione: tu non sei legittimo, tu non appartieni, tu sei sbagliato”.

Arcigay evidenzia come il significato dell’atto travalichi il singolo bersaglio e investa l’intera comunità cittadina: “E questo riguarda tutta la comunità, non solo le persone Lgbtqia+”. Nel comunicato vengono richiamati anche studi e ricerche sul tema dei pregiudizi e delle discriminazioni: “Le ricerche in psicologia sociale – da Gordon Allport in poi, fino agli studi più recenti sui pregiudizi espliciti e impliciti – ci insegnano che l’odio non nasce dal nulla: cresce quando trova silenzio, indifferenza, normalizzazione”.

Secondo l’associazione, episodi di questo tipo contribuiscono a generare un clima sociale pericoloso: “Ogni gesto di questo tipo contribuisce a creare un clima sociale che legittima la discriminazione e aumenta il senso di insicurezza, soprattutto nelle persone più giovani, più fragili, più esposte”. E l’impatto non è solo simbolico: “La letteratura scientifica è chiara: l’omofobia, anche quando si esprime ‘solo’ con parole, ha effetti reali sul benessere psicologico, sull’autostima e sulla salute mentale”.

Il comunicato richiama poi l’identità stessa della città estense: “Ferrara è una città che si racconta come accogliente, inclusiva, solidale. Ma l’inclusione non è uno slogan: è una pratica quotidiana”. Da qui l’invito a non voltarsi dall’altra parte e ad assumere una responsabilità condivisa: “Il senso civico non è solo rispettare le regole: è prendersi cura dello spazio comune, delle persone che lo abitano, delle differenze che lo rendono vivo”.

Arcigay Ferrara ribadisce infine il proprio impegno continuo, ma sottolinea che non può essere un’azione isolata: “Arcigay Ferrara continuerà a fare ciò che fa da sempre: educazione, presidio culturale, ascolto, alleanze. Ma questo non può essere un compito delegato a una sola associazione”.

La conclusione è un appello diretto alla città: “È una chiamata alla coscienza di tutta la città: istituzioni, scuole, famiglie, cittadine e cittadini. Ferrara può scegliere chi essere. Ogni giorno. Anche davanti a un muro”.

Il comunicato è firmato dal presidente Giacomo Catucci e dal direttivo di Arcigay Ferrara Aps.

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