Attualità
3 Gennaio 2026
I consigli di Confconsumatori e Confcommercio per la caccia agli sconti in partenza il 3 gennaio

Via ai saldi: regole per i consumatori e nuove insidie dell’online

di Redazione | 3 min

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Con l’avvio dei saldi invernali, fissato per il 3 gennaio, torna la caccia all’affare tra negozi fisici e piattaforme digitali. Ma accanto alle occasioni di risparmio, aumentano i rischi per i consumatori, soprattutto online. A fare chiarezza sulle regole fondamentali e sulle nuove trappole dell’e-commerce sono le indicazioni di Confconsumatori e Confcommercio.

Le regole d’oro dei saldi secondo Confcommercio nei negozi fisici e non sono:

  • Cambi e resi. La possibilità di cambiare un capo acquistato in saldo non è obbligatoria ed è rimessa alla discrezionalità del negoziante, salvo che il prodotto sia difettoso o non conforme. In questi casi scatta l’obbligo di riparazione o sostituzione; se ciò non è possibile, è prevista la riduzione o la restituzione del prezzo. Il vizio va denunciato entro due mesi dalla scoperta. Per gli acquisti online, invece, il consumatore può recedente entro 14 giorni dalla consegna, anche senza difetti, ad eccezione dei prodotti su misura o personalizzati;
  • Prova dei capi. Non esiste un obbligo di consentire la prova, la scelta spetta al negoziante;
  • Pagamenti. Le carte di credito devono essere accettate e vanno favoriti i pagamenti cashless;
  • Prodotti in saldo. I capi proposti devono essere stagionali o di moda, soggetti a deprezzamento se non venduti entro un certo periodo;
  • Indicazione dei prezzi. È obbligatorio indicare il prezzo normale, sconto e prezzo finale. Durante i saldi, il prezzo di riferimento deve essere il più basso praticato nei 30 giorni precedenti, in linea con la normativa che recepisce la diretta Ue “Omnibus”.

Per quanto riguarda gli acquisti online, Confconsumatori avverte: il digitale amplifica le opportunità, ma anche le pratiche scorrette. Dalle promozioni poco trasparenti al boom del “Buy now pay later”, i pericoli sono in crescita.

La formula di pagamento rateale “Compra ora, paga dopo”, spesso presentata come ‘senza interessi’, può includere commissioni, costi di gestione o penali in caso di ritardo. La diffusione è ampia e trasversale per età. Come segnalato in un report del 2022 della Banca d’Italia, tali strumenti possono favorire acquisti impulsivi e portare a sovraindebitamento.

In alcuni casi il ‘paga dopo’ si trasforma in credito revolving: il consumatore si ritrova con una linea di credito ben superiore all’importo dell’acquisto, con tassi elevati sull’utilizzo eccedente e possibili segnalazioni in Centrale rischi. Spesso la documentazione contrattuale non è consegnata subito: è fondamentale leggere tutto prima di firmare e ricordare che il diritto di recesso entro 14 giorni resta sempre valido. Le criticità sono state evidenziate anche dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Negli acquisti online va verificato il prezzo finale, comprensivo di spedizioni e servizi accessori. Messaggi che enfatizzano la gratuità omettendo costi aggiuntivi sono pratiche commerciali scorrette. Inoltre, le riduzioni di prezzo devono essere calcolate sul prezzo più basso dei 30 giorni precedenti: lo ha ribadito anche la Corte di giustizia dell’Unione europea, per evitare aumenti artificiosi prima dei saldi.

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