Il 2026 si apre in blues, tra ricordi e solidarietà, con “Play Mr. D’Adamo”
È ormai tutto pronto, alla Sala Estense, per la 17a edizione di "Play Mr. D'Adamo", il concerto in memoria dell'armonicista Antonio D'Adamo
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La tenacia nelle avversità è una caratteristica delle donne imprenditrici ferraresi e ravennati, alle prese con una crisi che non sembra attenuarsi
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C’è chi ogni anno percorre chilometri, arrivando persino da Assisi, pur di non mancare a questo appuntamento. C’è chi custodisce il ricordo dei nonni che un tempo suonavano proprio nell’Orchestra a Plettro Gino Neri e sente quella musica come parte della propria storia familiare. C’è chi, all’uscita dal teatro, fischietta spontaneamente “La donna è mobile”, portando con sé l’eco della serata, e chi, con gli occhi ancora colmi di entusiasmo, chiede già quando e dove sarà possibile ascoltare di nuovo l’orchestra.
È questo il pubblico che giovedì 1° gennaio 2026 ha riempito il Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara, testimone partecipe del tradizionale Concerto di Capodanno dell’Orchestra a Plettro Gino Neri.
Ferrara ha così salutato l’arrivo del nuovo anno lasciandosi avvolgere dalla grande musica. In uno scenario elegante e carico di significato, l’orchestra ha rinnovato il suo consueto appuntamento di inizio anno, regalando un’esperienza intensa, emozionante e carica di significato.
Un teatro gremito e partecipe ha seguito con attenzione e meraviglia un programma che fin dalle prime note del “Nabucco”, diretto dal maestro Pierclaudio Fei, ha saputo creare un’atmosfera solenne e vibrante, aprendo la strada a un percorso musicale capace di toccare corde profonde dell’animo. Il “Preludio di Cavalleria rusticana” ha avvolto la sala in un silenzio sospeso, rotto solo dall’emozione palpabile di chi ascoltava, mentre le pagine tratte da “La Bohème” hanno riportato il pubblico in quell’universo fatto di fragilità, sogni e struggente umanità.
La seconda parte del concerto, diretta dal Maestro Francesco Zamorani, ha continuato a incantare: da “Giovanna d’Arco” al lirismo elegante di “Caro nome”, fino alla solennità del “Corteggio nuziale dal Lohengrin”, ogni brano è stato accolto da applausi sempre più convinti. Immancabile “La donna è mobile” capace, ancora una volta, di accendere sorrisi e partecipazione, confermando la forza senza tempo di Verdi.
I brani del repertorio operistico sono stati eseguiti dal soprano Elena Maria Giovanna Pinna e dal tenore Paolo Mascari, che hanno conquistato il pubblico con interpretazioni intense e sentite, capaci di dare nuova vita a pagine celebri ed emozionanti.
Dato il grande successo si prosegue con i bis: l’“Intermezzo di Cavalleria rusticana”, eseguito con grande intensità espressiva e il festoso “Libiamo ne’ lieti calici” che ha trasformato il teatro in un ideale brindisi collettivo, unendo musicisti e spettatori in un unico e caloroso augurio.
Non è stato soltanto un concerto, ma un momento in cui la musica ha saputo dare forma alle speranze, ai desideri e alla voglia di bellezza con cui Ferrara guarda al futuro. L’Orchestra a Plettro “Gino Neri” ha dimostrato, ancora una volta, come tradizione e passione possano dialogare, rinnovandosi senza perdere autenticità. Tra lunghi applausi e forti emozioni, il pubblico e gli orchestrali hanno lasciato il teatro con una sensazione condivisa: quella di aver vissuto un inizio d’anno che profuma di arte, sentimenti e comunità. Con la musica nel cuore, Ferrara brinda così al 2026, augurandosi che sia un anno ricco di armonia, cultura e speranza.
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