Attualità
2 Gennaio 2026
Il vescovo di Ferrara durante l'omelia tenuta in occasione della Giornata Mondiale della Pace

Perego: “Occorre scegliere il disarmo integrale”

di Redazione | 3 min

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“Verso una pace disarmata e disarmante”. Parte dal messaggio di Papa Leone XIV l’omelia del vescovo di Ferrara Gian Carlo Perego in occasione della Giornata della Pace che si è celebrata ieri, 1 gennaio 2026.

«La pace – ricorda Perego citando il Papa – esiste, vuole abitarci, ha il mite potere di illuminare e allargare l’intelligenza, resiste alla violenza e la vince».

«Il contrario della pace – aggiunge il vescovo – è il buio, la paura, la mancanza di speranza la morte e i morti che si moltiplicano, come i 200.000 morti delle 54 guerre in corso alla fine dello scorso anno. Non è intelligente scegliere la guerra e non la pace, tra figli e fratelli, sia se si creda sia che non si creda. La pace, però, si sceglie e si conserva con un cammino insieme. Papa Leone ci ricorda anzitutto che la pace di Cristo è una ‘pace disarmata’, senza armi. Purtroppo, invece, noi oggi assistiamo a una nuova corsa agli armamenti, con una spesa che è cresciuta in maniera smisurata, che si mette prima di ogni altra cosa: della salute, della scuola, del lavoro».

Riallacciandosi nuovamente alle parole di Leone XIV Perego ricorda: «”Nel rapporto tra cittadini e governanti – scrive Papa Leone – si arriva a considerare una colpa il fatto che non ci si prepari abbastanza alla guerra, a reagire agli attacchi, a rispondere alle violenze. Molto al di là della legittima difesa”. In questo modo, in maniera irrazionale, “il rapporto tra i popoli non è costruito sul diritto, sulla giustizia, sulla fiducia, ma sulla paura e sul dominio della forza”. Diversamente si entra “in una spirale distruttiva senza precedenti, dell’umanesimo su cui si bè basata la nostra civiltà”. Non si può richiamare le radici cristiane dell’Europa e alimentare la corsa agli armamenti: è una negazione dell’umanesimo cristiano! Dobbiamo unire gli sforzi per una pace disarmata e, per questo, è stata molto positiva l’iniziativa di riflessione organizzata dalle associazioni cattoliche e laiche questa mattina in piazza, segno di unità per una pace disarmata, non violenta».

«Non basta non armarsi – conclude Perego -, occorre che scegliamo la prospettiva di un “disarmo integrale”, come già scriveva nell’enciclica Pacem in terris S. Giovanni XXIII, cioè educare le nostre coscienze al valore della fiducia, del rispetto reciproco, del dialogo. E’ questa educazione della coscienza che nelle nostre comunità dobbiamo educare i giovani, le famiglie “vigilando sul crescente tentativo – scrive il Papa – di trasformare in armi i pensieri e le parole. Inoltre, “insieme all’azione educativa – scrive il Papa – è più che mai necessario coltivare la preghiera, la spiritualità, il dialogo ecumenico e religioso come vie di pace e linguaggi dell’incontro tra tradizione e cultura”. Sul piano politico, poi, occorre scegliere “la via disarmante della diplomazia della mediazione, del diritto internazionale, smentita purtroppo da frequenti violazioni di accordi”, che mettono a rischio la giustizia e la dignità umana, oltre che la pace».

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