Attualità
2 Gennaio 2026
Attesi 4,9 miliardi di euro di spesa e una media di 137 euro a persona. Amelio (Confcommercio): "Una boccata di ossigeno per le attività di vicinato"

Saldi invernali al via dal 3 gennaio: due mesi di sconti fino a marzo

di Redazione | 3 min

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Scatteranno ufficialmente sabato 3 gennaio i saldi invernali 2026, uno degli appuntamenti più attesi da consumatori e commercianti. Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, saranno 16 milioni le famiglie italiane che approfitteranno degli sconti di fine stagione, con una spesa media pro capite di 137 euro. Il giro d’affari complessivo è stimato in 4,9 miliardi di euro, con vendite che proseguiranno per i canonici sessanta giorni, fino al 3 marzo 2026.

Un’iniezione di fiducia per il commercio, soprattutto per quello di prossimità. “I saldi rappresentano una vera boccata d’ossigeno per le attività di vicinato”, sottolinea Marco Amelio, presidente provinciale di Confcommercio Ferrara. “Sono un’occasione ulteriore per rendere attrattive città e provincia, inserendosi nel fitto calendario di iniziative ed eventi delle festività natalizie. Il commercio di prossimità è vita, relazione e socialità: elementi che si sommano alla professionalità e alla convivenza dei nostri operatori”.

Amelio evidenzia anche le difficoltà del periodo prenatalizio, caratterizzato da “toni chiaroscuri”, con alcune eccellenze ma anche una generale riduzione della capacità di spesa delle famiglie. “I negozi vanno sostenuti e supportati: rappresentano un presidio centrale della vita urbana, dai centri storici alle periferie. Ancora oggi il negozio fisico resta al centro delle attenzioni dei consumatori”.

Sul valore strategico dei saldi insiste anche Giulio Felloni, presidente nazionale di Federazione Moda Italia Confcommercio. “C’è grande attesa per questo appuntamento, fondamentale per il rilancio dei consumi di moda e per il sostegno al potere d’acquisto delle famiglie. I saldi generano benefici diffusi: consentono di acquistare prodotti di qualità a prezzi convenienti e, allo stesso tempo, contribuiscono a vivacizzare i centri urbani”.

Secondo Felloni, a fare la differenza è il quadro regolamentato dei saldi: “A differenza di promozioni estemporanee e spesso poco chiare, i saldi offrono regole certe e riconoscibili, che rafforzano la fiducia dei consumatori e favoriscono scelte di acquisto più consapevoli e sostenibili. Sono anche un fattore di attrazione turistica, perché garantiscono un’esperienza d’acquisto autentica, basata su convenienza, trasparenza e consulenza qualificata”.

Accanto alle opportunità, restano alcune norme fondamentali a tutela dei consumatori

1.⁠ ⁠Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (Art. 129 e ss. D.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato (art. 135 bis del D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo). Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. Per gli acquisti online i cambi o la rescissione del contratto sono sempre consentiti entro 14 giorni dalla ricezione del prodotto indipendentemente dalla presenza di difetti, fatta eccezione per i prodotti su misura o personalizzati (artt. 52 e ss. del D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo)
2.⁠ ⁠Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.
3.⁠ ⁠Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless.
4.⁠ ⁠Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.
5.⁠ ⁠Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e, generalmente, il prezzo finale. In tutto il periodo dei saldi il prezzo iniziale sarà il prezzo più basso applicato alla generalità dei consumatori nei 30 giorni antecedenti l’inizio dei saldi (Art. 17 bis D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo introdotto dal D.Lgs. 26/2023 di recepimento della Direttiva UE «Omnibus»).
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